Ganso: dopo le offese ricevute dal presidente del San Paolo, il Napoli ricorre alle vie legali

C’è chi dice ciò che pensa, senza pensare a quel che dice: «Ganso non è in vendita e neppure se arrivasse una vagonata di milioni di euro lo sarebbe. Io non credo che il Napoli possa permettersi il calciatore e per portarcelo via non basterebbero neanche tutti i soldi della camorra». C’è chi parla e non sa ciò che dice: e, peggio ancora, se dovesse saperlo, straparla, offende, dileggia e scatena un inferno calcistico-diplomatico tra il Brasile e l’Italia, tra il san Paolo e il Napoli.

LA REPLICA. C’è chi come Carlos Miguel Aidar, presidente del San Paolo, s’è fatto del male da solo: perché le parole sono come pietre o anche come boomerang che poi ti travolgono, devastandoti, attraverso il comunicato ufficiale con cui il Napoli è stato costretto a rispondere alla villania.
«L’unica cosa che possiamo dire è che ognuno si qualifica per quel che fa e per ciò che dice. Le affermazioni del presidente del San Paolo non meritano un’attenzione maggiore di quando ne concediamo con questa breve nota a margine della quale aggiungiamo che non c’è mai stata alcuna trattativa per il calciatore Ganso, che non ci interessa.
In ogni caso, le offensive e farneticanti dichiarazioni del signor Carlo Miguel Aidar sono già al vaglio dell’ufficio legale della società sportiva Calcio Napoli che intende tutelare in ogni sede giudiziaria l’immagine della società gravemente diffamata dal presidente del san Paolo».

CON CIRO. C’è chi invece ha bisogno di parole di conforto, come Ciro Esposito, che ieri è stato operato di nuovo, stavolta a un polmone, al Gemelli di Roma: sta lottando da tre settimane, da quando gli hanno sparato prima che cominciasse la finale di Coppa Italia. E’ una battaglia a oltranza, che ripensando a ciò ch’è accaduto lascia senza parole.

Corriere dello  Sport

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