Il graffio mondiale di Corbo – La scossa del “signor cento milioni” : Higuain rende credibile l’Argentina

Irrompe il Napoli nelle ultime ore di Germania-Argentina. Ci voleva un uomo di spettacolo per l’annuncio che ha dato la scossa. Aurelio De Laurentiis eleva il suo Higuain a protagonista della finale, con una rivelazione. Non può costare meno di cento milioni il suo cartellino: lo sappia, chi pensa di acquistarlo. Sarebbe questa la cifra sancita dal contratto sottoscritto a Dimaro un anno fa. Una nominationda Oscar. La coerenza del presidente fa coincidere la notizia con il giusto scenario: “Cinecittà World”, il parco a tema del cinema, un secolo di celluloide che diventa business. Porta nel calcio lo stile di una vita. La rivelazione fa vibrare le quote. Pubblicizzare il valore virtuale di Higuain rende più credibile l’Argentina, la rimette in gioco nei pronostici degli scommettitori. La Germania di riflesso cala. La sua eventuale vittoria è premiata a 2,30. Dieci euro contro 23. C’è una norma non scritta che fa scivolare un amabile dubbio sulla rilevazione: le clausole rescissorie sono concordate da società e procuratori secondo un parametro. La condizione risolutiva di un contratto dei top players prevede un ingaggio in linea: il 10 per cento. Non risulta che Higuain abbia dal Napoli stipendi per 10 milioni netti ogni anno. È plausibile il segreto svelato invece per due motivi: anche Cristiano Ronaldo ha una clausola che allontana il più ricco e matto degli sceicchi. Un miliardo. L’ingaggio è però inferiore ai cento milioni l’anno. Non va neanche dimenticato un retroscena: a Dimaro arrivò per ultimo e di notte Higuain, e fu nascosto per tre giorni. Trasbordò da un’Audi nera all’altra, quella di un pizzaiolo trentino, per depistare i fotografi. Tanto tempo a trattare? Nei contratti del Napoli le clausole si contano a tonnellate. C’era anche questa? L’annuncio incide sulla finale di domani, perché ricarica Higuain. Forse più dell’ultima notizia: Benitez per dargli il cambio ha quasi preso Michu. Con suoi esclusivi meriti, sembra svincolato dalla subalternità a Messi, anche se corre ancora troppo per lui. Nella semifinale la sua generosità è stata pari solo alla vacuità di Messi, inutilmente temuto dall’Olanda. I fari della finale su Higuain si riflettono anche in Italia. Più che rimarcare i contenuti tecnici della squadra, segnalano agli sponsor internazionali il bomber del Napoli. Ne fanno un personaggio. Un Signor Cento Milioni: ieri era su tutti i giornali sudamericani, tedeschi e spagnoli. Lo rivedremo su chissà quanti milioni di manifesti da ottobre, almeno in Campania. Vincesse il mondiale, avrebbe anche il Napoli un altro scatto nei contratti pubblicitari e nelle tariffe per le tournée. Un capolavoro di fantasia quell’annuncio a “Cinecittà World”. Ma l’Argentina può davvero vincere? È possibile che vi riesca, certo. Nelle ultime due finali, Mexico ‘86 e Roma ‘90, il conto è pari. Ma un po’ sbilanciato. I tedeschi furono dolcemente succubi dell’estro di Maradona, che stravinse senza segnare. In Italia prevalsero con qualche difficoltà. Un complesso se portano ancora dentro? L’Argentina sconvolse la scala di valori: il chirurgo oncologo Carlos Maria Bilardo inventò una squadra con otto calciatori disoccupati intorno a Maradona. Gli altri due erano Valdano e Burruchaga. Quando si dice, un genio delle panchine. Il Ct di oggi Sabella vale Bilardo, e il leader Messi in che cosa ricorda Maradona? Higuain non teme confronti con il passato. La punta argentina di 28 anni fa era Jorge Valdano, alto e razionale, astuto e cinico. Gonzalo ha tecnica quasi pari, stessa sapienza nei giochi di sponda, ritmo superiore. Il puntero dell’Argentina è diverso: nel giro di sette mondiali è passato dal tango al rock.

La Repubblica

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