L’AVVERSARIO – Athletic Bilbao, numeri da Champions. Napoli, attenzione ai calci piazzati

Anomalia”, “utopia calcistica”, “ultimo club romantico”, “caso unico nel calcio mondiale”, “l’ultimo dei Mohicani”… Sono solo alcune delle definizioni che i mezzi comunicazione e gli appassionati di calcio di mezzo mondo hanno usato negli anni per definire l’Athletic Club di Bilbao, prossimo avversario del Napoli nel preliminare di Champions. L’unica squadra di calcio di una prima divisione di livello internazionale (la Liga) a rifiutarsi di accettare le regole del calcio globalizzato, l’Athletic Bilbao (uno dei tre club spagnoli a non essere mai retrocesso, con Barcellona e Real Madrid) schiera infatti giocatori in assoluta maggioranza baschi, eccetto il difensore francese Laporte. I suoi giocatori sono definiti leoni, tanto per rimarcarne il coraggio e la combattività: li carica a inizio di ogni partita l’inno basco che è un vero e proprio inno di battaglia.

Il modulo tattico adoperato dall’allenatore Ernesto Valverde (vincitore di tre campionati e due coppe nazionali con l’Olimpiacos) è il 4-2-3-1 con Gorka Iraizoz tra i pali. Nella difesa a quattro Andoni Iraola a destra, con la maggiore esperienza internazionale, Mikel Balenziaga a sinistra, centrali Mikel San Josè, e Laporte. Due davanti alla difesa con Benat Etxeberria, un po’ il regista della squadra, e Ander Iturraspe. A centrocampo, il “capitano” Carlos Gurpegi.
Valverde passa però spesso al 4-3-3 avendo nel tridente offensivo due esterni veloci, grandi dribblatori, capaci di saltare l’uomo: a destra Markel Susaeta, a sinistra il “gioiellino” Iker Muniain. Punta centrale Aritz Aduriz, 16 gol nell’ultimo campionato.
Il Bilbao, al pari degli azzurri, ha cambiato poco rispetto all’anno scorso: il quarto posto in classifica dell’anno scrorso è anche confermato da molti indicatori. Nell’ultima Serie A il Napoli ha vinto molti meno duelli di testa, 13,4 a gara: proprio quest’ultimo dato potrebbe rappresentare un campanello d’allarme per Benitez, considerando il fatto che nella passata stagione l’Athletic Bilbao ha segnato ben 19 gol da schemi su palla inattiva, pari al 28,8% sul totale dei 66 gol realizzati. La vera differenza sta nella distribuzione di questi gol tra casa e trasferta: al San Mames i baschi hanno sfruttato ben 11 palle inattive contro le 3 della squadra di Benitez al San Paolo. In trasferta, invece, il conto si riequilibra con 8 reti basche e 7 azzurre.

Una delle prime cose che salta all’occhio è l’aggressività dei baschi fuori casa, dove provano ben 25,1 tackle a partita e commettono 13,1 falli. La squadra azzurra in casa preferisce cercare meno il tackle o il contrasto e chiudere invece le linee di passaggio (16,1 palloni intercettati) per verticalizzare poi l’azione. Al contrario l’Athletic fuori casa non ha mai segnato in contropiede e in totale lontano da Bilbao ha realizzato solo 24 gol contro i 34 del Napoli: un differente potenziale offensivo descritto anche in questo caso dai numeri.
Il Napoli dunque ha avuto nella passata stagione una percentuale di passaggi nettamente superiore rispetto a quella dell’Athletic Bilbao: il dato è spiegato dal fatto che i partenopei preferiscono far girare palla per stanare l’avversario, ma mentre il Napoli non varia di molto i propri numeri tra casa e trasferta (477 contro 435), l’Athletic cambia radicalmente volto e al San Mames gioca palla corta a terra 425 volte a gara, mentre fuori casa crolla a 365 passaggi.
Ciò che maggiormente differenzia il modo di attaccare delle due squadre è l’utilizzo degli esterni: Benitez chiede loro di inserirsi negli spazi e puntare la porta, quelli di Valverde sono più ali di vecchio stampo e infatti il Bilbao prova 29 cross a partita, addirittura 34 in casa, contro i 18 del Napoli. Altra differenza: mentre l’attacco di Benitez è più equilibrato e divide quasi equamente le proprie sortite offensive, quello di Valverde è nettamente sbilanciato sulle fasce, e in particolare a destra, da dove parte il 40% degli attacchi.

Avversario a dir poco ostico per il Napoli che dovrà fare fare una gran partita all’andata al San Paolo, per reggere l’urto e l’inferno del San Mames.

Giuseppe Di Marzo

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