L’ AVVERSARIO – Il Chievo riparte senza Sartori: attacco di livello, centrocampo con poca qualità

L’estate 2014 del Chievo Verona ha portato un cambiamento epocale con l’addio del DS Sartori, in sella da 22 anni. Confermato Corini in panchina, sono partiti tre giocatori molto importanti come Dramè, Rigoni e Therau. Il primo è stato sostituito da Biraghi, il terzo da Maxi Lopez (ovviamente con caratteristiche molto diverse), mentre il mediano, di fatto, non ha trovato eredi.
Sono passati ormai tredici anni dal debutto in Serie A, quella magica stagione che regalò al Chievo Verona un quarto posto a dir poco inaspettato. In porta si è deciso di adottare la linea verde, ingaggiando in prestito Bardi dall’Inter. Dai nerazzurri è arrivato anche Biraghi, a cui sono state affidate le chiavi della fascia sinistra: Dainelli, Cesar e Gamberini rappresentano invece un buon pacchetto difensivo, seppur Frey sulla sinistra non abbia mai convinto sino in fondo. A centrocampo è arrivata l’esuberanza di Izco, mentre si continuerà a puntare molto sulla qualità di Hetemaj. Un’incognita invece il francese Mangani, tanti centimetri ma qualità tutta da verificare.
E’ l’attacco, però, quello che ha subìto cambiamenti maggiori: la continuità con il passato è rappresentata da Paloschi e Pellissier, bandiera di questo club, mentre dalle milanesi sono arrivati Schelotto, Birsa e Botta, atleti in cerca del salto di qualità che possa dare una svolta alla loro carriera. Come alternative di ‘lusso’ ci sono invece Maxi Lopez e Meggiorini mentre Bellomo è una scommessa tutta da verificare.
L’ossatura difensiva del Chievo Verona è composta quindi da un portiere giovane e in rampa di lancio, affiancato da tre centrali d’esperienza. Poi un grande attacco: Paloschi è un giocatore con un grande fiuto del gol, così come Maxi Lopez può essere l’alternativa dalla panchina che è sempre mancata a questa squadra, senza dimenticare che Pellissier. Birsa e Botta hanno la rapidità e l’agilità per far male alle difese avversarie; Schelotto invece è quello che convince di meno. Oltre a questi due reparti, a funzionare per davvero è la profondità della squadra: affrontare il campionato italiano comporta insidie nascoste e, farlo con una rosa di almeno 18 giocatori pronti a entrare in campo senza sfigurare, è assolutamente un punto a favore del Chievo, in ottica salvezza.
L’aver cambiato molti interpreti in una sola sessione di mercato, però, potrebbe avere effetti negativi, almeno all’inizio: la gioventù di Bardi potrebbe non sposarsi a meraviglia con quelle che sono le esigenze del Chievo e, potrebbe soffrire della mancanza di fiducia da parte di tutto l’ambiente, specie se dovesse compiere un paio di errori decisivi; in questo senso la stagione non è iniziata nel migliore dei modi, visto che il gol della Juventus, nella prima giornata di campionato, è figlia di un’uscita a vuoto del numero uno gialloblu. Tuttavia c’è anche il rovescio della medaglia: è talentuoso, e ha i colpi del campione.
Passiamo però alla vera nota dolente di questa squadra, ossia il centrocampo: elementi di qualità ce ne sono pochi, e anche il solo Hetemaj – di gran lunga il miglior mediano – è comunque un giocatore nella media in questa Serie A. Izco è un giocatore prettamente di rottura, Mangani è un’incognita ad alto livello mentre Cofie ha dimostrato in più occasioni di essere soltanto un comprimario, di certo non un protagonista, così come Radovanović. Infine l’ultima incognita riguarda i terzini, perché Biraghi e Frey non sono certamente elementi che spiccano in positivo per qualità di gioco: questo è probabilmente l’unico reparto in cui, a livello numerico, il Chievo è destinato a soffrire maggiormente.
Oggettivamente ci sono squadre meno dotate tecnicamente dei clivensi che, in passato, si sono salvati anche con organici peggiori di quello attuale. Tutto sta, però, nel riuscire a trovare la giusta chimica di squadra: questo sarà compito di Corini, che dovrà valutare se il centrocampo sarà in grado di supportare le tre punte, dato che Birsa, Schelotto e Botta non fanno della copertura difensiva il loro forte: il 3-5-2, come si è visto a gara in corso contro la Juve, sembrerebbe essere il modulo più efficare per questa squadra.

Giuseppe Di Marzo

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