Napoli, gli errori di Benitez e De Laurentiis. E’ gia tempo di crisi

NAPOLI – Sta mancando anche un po’ di fortuna: 33 tiri (compreso un calcio di rigore) e nemmeno la miseria di un gol. Ma prima o poi doveva succedere, dopo dieci anni in cui il vento della buona sorte ha quasi sempre soffiato alle spalle del nuovo Napoli di De Laurentiis, accompagnandone la scalata dalla serie C ai quartieri alti: in Italia e in Europa. Anche lo stellone ha abbandonato all’improvviso il presidente azzurro, finito al centro di una feroce contestazione (“Fuori i milioni”) dopo il ko al San Paolo contro il Chievo, che ha subito ridimensionato le ambizioni della squadra di Benitez in campionato. Scudetto? Macché. “Io non ne ho mai parlato”, si è ritirato in buone ordine il tecnico spagnolo, a sua volta fischiato dai tifosi e nel mirino della protesta, cominciata a fine agosto con l’eliminazione nei preliminari di Champions. Nemmeno Rafa fa più i miracoli e per il momento neanche autocritica, nonostante l’evidenza degli errori commessi in campo e sul mercato negli ultimi mesi: in cui l’organico è stato colpevolmente indebolito, invece che rinforzato. L’allenatore giura però di non pensarla così. “Adesso siamo più forti, dobbiamo solo continuare a lavorare, i risultati verranno”. Coerente, forse: di sicuro corresponsabile.

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Ma sulla graticola c’è soprattutto Aurelio De Laurentiis. Lui sì che aveva parlato di primo posto, sottraendosi con il suo proclama ai primi malumori nel ritiro di Dimaro. “Io quest’anno mi gioco lo scudetto”, tuonò a metà luglio il presidente, trasformando in facili applausi lo scetticismo che circondava il Napoli, palesemente in difficoltà sul mercato. La strategia di comunicazione si è rivelata un boomerang, però. Il malumore è infatti esploso a scoppio ritardato e in maniera ancora più forte, come il tappo di un vulcano che salta. Sarebbe stato più prudente e forse anche corretto, col senno di poi, ammettere il periodo di disagio e chiedere pazienza all’ambiente, dopo tante stagioni ad alto livello. Il presidente ha invece preferito rilanciare, puntando troppo su Benitez e sulla sua conoscenza del pianeta azzurro, dopo il positivo apprendistato dello scorso anno. “Prima avevamo un allenatore appena arrivato e una squadra rinnovata: adesso sarà tutto più facile”. Macché, il campo sta dicendo che era una valutazione sbagliata.

Benitez conosce meglio il calcio italiano, ma anche gli avversari conoscono meglio il suo Napoli: che ha gli stessi difetti dell’anno scorso e ha perso carisma e muscoli in mezzo al campo, per gli addii di Reina (l’unico leader) e Behrami. I 5 nuovi acquisti, compresi il portiere di riserva Andujar, hanno aggiunto troppo poco. Solo il difensore Koulibaly è titolare, per ora, senza peraltro fare la differenza. Di Michu si sono perse le tracce, De Guzman e David Lopez sono arrivati tardi e devono ancora inserirsi. Ci vorrebbero tempo e pazienza, che i tifosi (solo illusi con le trattative per Mascherano, Gonalons e Kramer) non sembrano avere più. De Laurentiis vola per gli Stati Uniti in viaggio d’affari nel periodo più buio della sua gestione. Tocca a Rafa tirare tutti fuori dai guai. E non sarà facile. Ha smesso di fare gli straordinari perfino lo stellone. ssc napoli

Protagonisti:
rafael benitez
aurelio de laurentiis
Fonte: Repubblica

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