Stadio semivuoto e tensioni: contro il Palermo si cambia

Il partito degli scontenti è maggioranza assoluta. La rabbia dei tifosi per la sconfitta con l’Udinese è straripata sui social network. Da domenica sera non si parla d’altro, la colonnina della delusione è impazzita. Tutti sul banco degli imputati, la società, Benitez e i giocatori. Un picco così alto di malumore non si era mai registrato nei dieci anni nella gestione De Laurentiis. La gara di domani con il Palermo sarà caratterizzata da un clima che sarebbe stato irreale fino a qualche mese fa: stadio semivuoto. C’è il rischio che il record minimo stagionale di presenze sia ritoccato nel giro di una settimana ancora una volta, dopo i 14.933 spettatori di Napoli-Sparta Praga. Il Napoli ha un solo imperativo: conquistare i tre punti per arginare la crisi e i venti di contestazione. La situazione ambientale non è infatti delle più facili ed è per questo motivo che Benitez ha predicato tranquillità ieri mattina al centro tecnico di Castel Volturno. Poche parole: solo dieci minuti per analizzare l’ennesimo errore in fase passiva e poi voltare pagina. L’allenatore ha deciso di non alzare i toni perché il momento è già delicato e il gruppo non ha bisogno di ulteriori dosi di pressione per superare la crisi. Benitez ha fiducia nella strada intrapresa e non intende cambiare un metodo che da sempre lo ha accompagnato nel corso della sua carriera. Deciderà dell’eventuale ritiro pre-partita, ad esempio, soltanto dopo la rifinitura di stamattina. La ricetta antistress è sempre la stessa. Bisogna battere il Palermo per respirare e cominciare la risalita in classifica verso posizioni più consone. «Contro Chievo e Udinese dovevamo vincere», ha ammesso l’allenatore allontanando così dalla mente dei suoi giocatori l’alibi di un mercato concluso senza grandi firme. Sulla scelta della formazione, una sensazione è netta: il turnover dovrebbe essere riposto in un cassetto della scrivania del suo ufficio. Servono i campioni, quelli capaci di fare la differenza. La “restaurazione” dell’undici titolare è quasi una necessità. Uno come Higuain, ad esempio, ha giocato tanto ma il Napoli non può prescindere dall’argentino che, tra l’altro, non si è ancora sbloccato in campionato. Un gol può restituirgli il sorriso e cancellare il nervosismo che lo ha accompagnato dopo la disfatta del Friuli. Alle sue spalle si prenotano Callejòn, Hamsik e Mertens, tutti e tre in panchina contro l’Udinese. Domani sera niente esperimenti, dunque. Il terzetto, tra l’altro, è segnalato in grande crescita e intende dimostrarlo con una prestazione di alto livello. Il belga è favorito su Insigne nell’eterno ballottaggio della fascia sinistra, il capitano, invece, è a caccia di conferme. In mediana difficile il rientro di Jorginho, alle prese con un problema muscolare. Inler, invece, sta meglio e si candida per una maglia da titolare. Benitez affiderà a lui le chiavi del gioco: al suo fianco ballottaggio tra Gargano, tornato protagonista, e David Lopez. Possibili novità, invece, in difesa. Henrique può sostituire Maggio come terzino destro o posizionarsi al centro, magari al posto di uno stanco Albiol che finora non ha mai rifiatato. Zuniga potrebbe traslocare nuovamente in difesa e posizionarsi sulla fascia. Ghoulam ha il tutore al braccio sinistro: teoricamente può giocare, ma resta in dubbio.

La Repubblica

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