Koulibaly, stakanovista azzurro: sempre in campo e da titolare

La sosta non è uguale per tutti. E logora soltanto chi non ce l’ha. Gli altri, invece, possono considerarsi fortunati. Fermarsi nel corso di una stagione intensa è necessario. I nuovi acquisti del Napoli ne hanno approfittato. In nazionale non ci sono ancora e quindi hanno optato per un menu condito da allenamenti e riposo che durerà fino a martedì pomeriggio. Kalidou Koulibaly ne ha bisogno. È lo stakanov vestito d’azzurro. Benitez l’ha scelto a Dimaro piazzandolo nel cuore della difesa e non l’ha mai messo in discussione neanche dopo qualche errore. Il colosso francese ha risposto esibendo le sue doti: fisicità, colpo di testa e senso dell’anticipo. La miscela ha convinto talmente tanto l’allenatore che Koulibaly è l’eccezione – assieme a Rafael – al turnover sistematico. Sempre in campo: 574’ in campionato più altri 360’ nelle coppe. Il bilancio è positivo al netto di qualche indecisione. «Devo migliorare soprattutto a livello mentale – ha spiegato il diretto interessato – in Italia la concentrazione è tutto». La continuità di rendimento è la prossima tappa per fare la differenza. Koulibaly ha le carte in regola per riuscirci. Il Napoli l’ha seguito a lungo bloccandolo addirittura a marzo, lui non ha tradito le attese. L’ambientamento in città è stato fulmineo: ha persino rinunciato a parte delle vacanze per trovare casa (a Posillipo) assieme alla fidanzata. Non ha avuto neanche bisogno di troppe lezioni d’italiano, studiato a scuola. Ripetizioni necessarie, invece, per David Lopez, De Guzman e Michu, innesti finora in chiaroscuro. La tendenza del centrocampista catalano è diventata positiva nell’ultimo periodo: tre gare da titolare (Udinese, Sassuolo e Slovan Bratislava) e la sensazione di poter crescere. È il classico mediano di rottura: tanti recuperi e pochi fronzoli, l’ideale per blindare la fase passiva. De Guzman e Michu, invece, hanno il compito di animare quella offensiva. L’olandese è partito a razzo con il gol-vittoria a Marassi contro il Genoa, poi si è fermato. Stesso discorso per l’attaccante nato ad Oviedo che Benitez ha voluto fortemente. Con il Torino qualche timido passo in avanti c’è stato: un assist e una traversa, solo un assaggio di quello che l’ex Swansea dovrà fare per rivelarsi decisivo. Benitez verificherà i progressi di entrambi la settimana prossima e nel frattempo si godrà il weekend a Liverpool con la famiglia. Poi tutti in campo: rientreranno alla spicciolata gli otto nazionali (Hamsik è stato decisivo da “centravanti” nel 2- 1 alla Spagna di Albiol, fortemente criticato). Nel mirino c’è una superprestazione contro l’Inter, obiettivo condiviso pure da De Laurentiis, rientrato in Italia dal viaggio di lavoro a Los Angeles.

La Repubblica

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