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Juventus, Agnelli: “Calcio italiano moribondo, elezione Tavecchio una sconfitta”

TORINO – L’assemblea degli azionisti bianconeri si apre con Andrea Agnelli che rilancia la sfida della Juventus: “Nel maggio di quest’anno abbiamo conseguito il terzo scudetto consecutivo, un’impresa che i colori bianconeri non vedevano dagli anni ’30 del secolo scorso. Ma nessun juventino ha voglia di fermarsi. Ci hanno insegnato che ‘Il successo più importante è il prossimo’. Il quarto scudetto di fila ci avvicinerebbe alla leggenda”. A restituire un po’ di entusiasmo ai bianconeri, reduci dal deludente ko di Atene, ecco anche l’annuncio dell’ad Beppe Marotta, che ufficializza il prolungamento del matrimonio tra la Signora e Paul Pogba: “Poco fa, prima di venire in assemblea, abbiamo sottoscritto il rinnovo di Paul Pogba fino al 2019”.

L’ingaggio del fenomeno francese passerà da circa 1,5 milioni a circa 4 milioni netti a stagione più bonus. Potere dei conti che sorridono sempre di più: “Per la prima volta nella nostra storia il fatturato è sopra i 300 milioni, esattamente 315,8 milioni”, sottolinea il presidente bianconero. A giugno del 2013 i ricavi avevano toccato quota 283,8 milioni, l’anno prima 213,8 e prima ancora 172,1. Insomma, la crescita è continua e notevole. Ma i margini di sviluppo ulteriore sono enormi: “Tutto bene quindi? No. Basta vedere con un minimo di distacco e senza partigianeria la situazione del calcio italiano per riconoscerne il progressivo declino”.

Agnelli denuncia la malinconica decadenza del nostro movimento calcistico: “Meno di vent’anni fa Inghilterra, Spagna e Germania guardavano all’Italia come ad un esempio: oggi ci hanno sopravanzato in qualsiasi parametro di riferimento. Il livello di fatturato riconferma la Juventus tra le prime dieci società calcistiche al mondo, e il ranking Uefa è migliorato. Ma i nostri principali competitor, Real Madrid, Bayern, Manchester United e Barcellona ci hanno distanziato nettamente”. Agnelli fa notare che “all’estero i ricavi da stadio sono il doppio” e come “il calcio italiano sia scomparso dagli schemi internazionali negli ultimi 10 anni e sarà presto moribondo se non saprà cogliere una doppia sfida: sul fronte interno, gli appassionati devono tornare a popolare gli stadi. E poi l’estero: la sfida di un mercato davvero globale”.
Il numero uno del club di corso Galileo Ferraris punta quindi il dito contro il presidente federale Carlo Tavecchio: “La governance del nostro calcio ha dimostrato tutti i suoi limiti trascurando, nell’elezione del presidente federale, tutte le componenti tecniche. Si è tratatto di una sconfitta per tanti e di una vittoria per alcuni abili e disinvolti personaggi che affondano le radici del loro consenso in un tempo lontano, durante il quale la logica della satrapie poteva reggere il potere. Ma si è trattato di una sconfitta per il calcio italiano, che ha dato un’immagine di sé stantia e senza alcuna propensione riformistica”.
In chiusura, il motto di speranza del presidente bianconero: “L’ambizione è che l’Italia torni a essere IL punto di riferimento”.

juventus

serie A
Protagonisti:
andrea agnelli
Fonte: Repubblica

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