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Napoli, tifosi furiosi e squadra assente. Benitez finisce nella bufera

NAPOLI – Tutti uniti alla meta: dirigenti, tecnici e giocatori, impeccabili nei sincronismi e più forti pure della contestazione subita all’esterno dello Stade de Suisse, dopo la pessima figura e la sconfitta incassata contro lo Young Boys, in Europa League. Ma la reazione del Napoli è stata da grande club, dopo il fischio finale. Tra insulti, pugni e qualche calcio (niente di più, per fortuna), dribblando la rabbia degli ultra e le lacrime degli emigranti italiani, il pullman con a bordo la comitiva si è fatto largo nella notte di Berna. C’era subito un’altra partita da giocare e questa volta gli azzurri l’hanno stravinta: mostrando una efficienza organizzativa e una determinazione superiori rispetto a quelle viste in campo. Non è stato facile saltare sul volo charter con i motori già accesi e atterrare all’aeroporto di Capodichino entro mezzanotte, il termine perentorio per la chiusura dello scalo.

Tempi contingentati per docce, massaggi, interviste. Nessuno ha perso un colpo, però, e la missione del ritorno a casa è stata compiuta con precisione svizzera, addirittura con 21 minuti d’anticipo. Una bella prova di squadra, applaudita all’arrivo da quattro infreddoliti e silenziosi tifosi. Si è rivelata inutile la telefonata alla Digos, allertata per timore di altri guai. Il viaggio lampo si è concluso così con un platonico successo, almeno organizzativo.

La trasferta di Europa League è durata in tutto 36 ore: dal decollo all’atterraggio. E questo la dice lunga sull’importanza data alla sfida contro lo Young Boys dal Napoli, sceso in campo allo Stade de Suisse senza addirittura otto titolari. Ma la colpa non è tutta di Benitez e del suo esagerato turn over, anche se la rinuncia contemporanea a Higuain, Callejon e Hamsik si è rivelata un suicidio e ha intossicato gli emigrati. Pure la società ha preso sotto gamba l’impegno, concentrando tutte le sue forze (ancora assente De Laurentiis) sul frenetico piano del rientro, che non ha certo favorito la concentrazione dei giocatori. Immaginabile lo stato d’animo di Higuain e Albiol, sorteggiati per l’antidoping e nella fretta di partire lasciati addirittura (gli unici) per una notte in più a Berna. Niente alibi però. Sulla squadra s’è abbattuta per la prima volta la gelida ira di Rafa, che ha messo tutti sott’accusa senza alzare la voce. “Sta mancando troppe volte la voglia di vincere e ci è mancata di nuovo l’intensità difensiva”.

Da tre mesi il portiere Rafael prende gol in fotocopia: sia con i big in campo che con le seconde linee. C’è un deficit di attenzione e forse determinazione che il tecnico spagnolo (che domani, contrariamente a quanto successo finora dopo le partite europee, parlerà in conferenza stampa) non riesce in alcun modo ad azzerare. Buon per tutti che la sfida contro il Verona al San Paolo sia già dietro l’angolo: domenica pomeriggio (alle 18) al San Paolo. Inizia un’altra corsa contro il tempo, l’unica in cui gli azzurri hanno mostrato ieri sera di essere imbattibili. Ad attenderli ci sarà però uno stadio quasi vuoto. Gli ultra sono furiosi con i giocatori non solo per la sconfitta, ma anche per il mancato saluto alla curva al 90′. Tira aria di altre contestazioni. Va così, nel calcio italiano. ssc napoli

serie A
Protagonisti:
rafael benitez

Fonte: Repubblica

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