IL FUTURO. Il Napoli e Benitez hanno creduto in lui fin dall’estate e continueranno a farlo. L’età è dalla parte di Rafael. A ventiquattro anni, un portiere è ancora giovane. E se ha subito un intervento chirurgico, inevitabile che ne patisca le conseguenze sul piano mentale. Ma la fiducia va ripagata sul campo, di prestazione in prestazione. Tocca a Rafael dimostrare al tecnico ed alla società che non si sono sbagliati a puntare tutto su di lui. Così come gli tocca smentire parte della tifoseria e della critica piuttosto scettici sulle sue qualità ed il suo recupero.
FEDE E NAZIONALE. A sorreggerlo nel percorso di recupero anche la sua fede in Dio nonchè la stima del nuovo ct della nazionale verdeoro Carlos Dunga. Rafael prega prima, durante e dopo le partite. E le convocazioni nella selezione brasiliana aiutano molto sul piano psicologico. Altre serate come Praga e a Napoli nessuno rimpiangerà più Pepe Reina.
Corriere dello Sport