Sprecone Higuain , ci pensa Zapata a mettere le cose a posto al Marassi..

Il Napoli strappa il pari in dieci con un guizzo di Zapata. Un sussulto di orgoglio in coda a una partita di grande sofferenza. Allungata la serie positiva in campionato a dieci risultati, agganciato il Genoa al terzo posto e tenuta alle spalle la Samp. Gli azzurri possono recriminare per due rigori non concessi da Rocchi e per le due palle gol fallite da Higuain ma la prestazione nel complesso resta al di sotto della sufficienza e con molte ombre. La Samp è per lunghi tratti superiore nel palleggio e soprattutto come intensità. Il guizzo del vantaggio di Eder è la logica conseguenza di una prestazione della squadra di Mihajlovic con il coltello tra i denti e di un Napoli per un’ora modello Praga, cioè troppo timido e difensivo. Poi con l’ingresso di Mertens, Jorginho e nei dieci minuti finali di Zapata si registra una reazione più di nervi che di gioco. In inferiorità numerica e con in campo due punte centrali arriva l’1-1 di testa del colombiano.

Match all’inglese – Partita all’inglese e non solo per la pioggia fitta che cade fino a pochi minuti prima della partita e per le caratteristiche dello stadio Ferraris. Un match da Premier League per la grande intensità in ogni fase di gioco e lo spirito combattivo dei protagonisti. Attenzione massima nella fase di non possesso, grande ferocia soprattutto della Samp che costringe il Napoli ad adeguarsi al clima del match nonostante la qualità tecnica superiore. Poche emozioni intese come palle-gol vere e proprie, partita però viva e dai ritmi sempre alti con gli azzurri soffocati a tutto campo,capaci però di reagire soprattutto nell’ultima mezz’ora. Il pallino del gioco è nelle mani della Samp, corrono come indemoniati i blucerchiati di Sinisa e il Napoli finisce a lungo sotto pressione.

Aggressività Samp – Corta, compatta, aggressiva su ogni pallone: la Samp ha lo spirito di Mihajlovic. Palombo è il playmaker basso che protegge la linea difensiva a quattro, tonici e muscolari gli interni Obiang e Rizzo. Inler e David Lopez fanno una fatica enorme, presi spesso in mezzo per il movimento continuo degli esterni d’attacco Soriano e Eder. Non dà riferimenti la Samp, spostamento veloce del pallone e la fisicità esplosiva di Okaka, domato a fatica da Britos e Koulibaly, tutti e due subito ammoniti e quindi,ancora maggiormente sotto affanno. Nel primo tempo Rafael non compie nessuna parata e il rammarico maggiore dei doriani è per un presunto fallo in area su Soriano.

Napoli troppo basso – Il baricentro degli azzurri è più basso del solito, conseguenza anche dell’atteggiamento molto propositivo della Samp. Il Napoli si propone soprattutto in ripartenza e comunque nel primo tempo riesce a costruire le due occasioni da rete più limpide, la prima con Ghoulam, e la seconda con Higuain. Solo due lampi anche perché sia Callejon che Hamsik sono spenti e non riescono a disegnare giocate ispirate. Lo spagnolo si eclissa a lungo a destra frenato da Mesbah, mentre lo slovacco sbaglia troppi appoggi semplici. Il più tonico è Higuain non sufficientemente lucido però a tu per tu con il suo compagno di nazionale Romero che gli nega il gol la seconda volta nella ripresa.

Proteste Azzurre – Albiol viene trascinato giù da in area di rigore, vibranti proteste azzurre, inflessibile Rocchi che non concede il rigore. Due minuti dopo il guizzo di Eder, grande giocata che lascia sul posto Albiol, sorpreso Rafael. Benitez gioca la carta Mertens al posto di Britos, Ghoulam si abbassa sulla linea dei terzini. Entra anche Jorginho, il Napoli finalmente è più propositivo, alza il baricentro e mette in qualche situazione alle corde la Samp. La squadra di Mihajlovic però non molla e si ripropone sempre con pericolosità, soprattutto con Eder, che costringe Koulibaly al fallo e all’espulsione. Nel finale c’è spazio anche per Zapata al posto di Hamsik. L’ultima carta di Rafa, quella vincente.Dopo un’altra trattenuta sospetta in area di rigore e sull’ultima curva il guizzo del gigante colombiano.

Il Mattino

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