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A Cesena è Higuain-show, Hamsik sulla cresta dell’onda…

Se il termine tenore ha stufato, possiamo chiamarli più banalmente campioni. E quando campioni come Callejon, Hamsik e Higuain mischiano e uniscono le loro qualità diventa difficile per tutti, figuriamoci per una squadra che da ieri sera, schiantata dai 4 gol del Napoli, è ultimo in classifica insieme al Parma. Tutt’e tre insieme in questa stagione avevano segnato solo una volta, nel 6-2 contro il Verona. Ieri hanno piazzato quattro colpi terribili: ha iniziato Callejon con il gol meno bello ma più importante perché ha cambiato il corso della partita; ha proseguito Higuain dopo un lancio fantastico di Hamsik; ha rifinito lo stesso Marek al quale il Pipita ha restituito il favore dell’assist; e ci ha messo una pietra sopra ancora l’argentino, con un colpo alla sua maniera ma piazzato sotto la curva romagnola che stava pregando il Vesuvio di lavare i napoletani col fuoco. Il fuoco era quello di Gonzalo Higuain che ha incenerito il Cesena.

LA CATTIVERIA. In Romagna il Napoli ha sancito la fine dello spreco e del lusso. Con i primi due tiri nello specchio ha segnato due gol e ha deciso la partita, il primo, quello di Callejon, è arrivato con un doppio rimpallo ai bordi dell’area piccola e con la deviazione di Lucchini. Così ha vinto il Napoli a Cesena, preoccupandosi della sostanza e non degli ornamenti. Per mezz’ora aveva lasciato ai romagnoli il compito di costruire il gioco e va detto che la squadra di Di Carlo, messa bene in campo in quella fase d’equilibrio, aveva trovato il modo di far paura a Rafael, pronto sui colpi di testa di Brienza (occasione vera) e Hugo Almeida. Se escludiamo Gargano, lucido come se non avesse nemmeno sfiorato il panettone (o il capitone), il Napoli aveva difficoltà a ritrovare il passo e il gioco di Doha. A sinistra la coppia Britos-De Guzman pasticciava e più avanti Higuain e Hamsik non avevano spazi per duettare. Il Cesena attaccava meglio, soprattutto sulla destra con Giorgi, ma anche sull’altro versante con Mazzotta e in mezzo col giovane debuttante Valzania; quando poi doveva difendersi si ricompattava rapidamente, cinque in linea più Ze Eduardo poco più avanti della linea della difesa per frenare l’istinto di Hamsik.

cesena-napoli marek hamsikL’INTESA HAMSIK-HIGUAIN. Rafael ha risolto i problemi in difesa, Callejon quelli in attacco. Incassato il primo gol, la partita è diventata il Tourmalet per il Cesena che fin quando poteva usare un rapporto da passista teneva bene, ma appena è stato costretto a forzare il tempo e la giocata non aveva più la qualità sufficiente per farsi davvero pericoloso. Il 2-0 è stato il frutto di una doppia e opposta combinazione, da una parte l’intesa Hamsik-Higuain, che ha fatto saltare la difesa romagnola, dall’altra la pessima lettura del Cesena del momento decisivo della partita: si è scoperto e ha lasciato davanti a Leali una prateria che un cavallo di razza sa come sfruttare.

EFFETTO DOHA. Nell’azione del gol del Pipita si era fatto male Lucchini, che è rimasto negli spogliatoi. Di Carlo ha cercato di raddrizzare la partita mettendo una seconda punta, Rodriguez, passando alla difesa a 4 e schierando la squadra col rombo, con Brienza trequartista. C’è stata un’altra fiammata del Cesena a inizio ripresa, ma gli spazi si sono allargati e il contropiede del Napoli è diventato incontenibile. In quel momento si è capito che la vittoria della Supercoppa ha dato alla squadra una convinzione nuova: superata la mezz’ora, non ha mai pensato di non vincere questa partita. Ora stava sfruttando le ripartenze (alla vigilia Di Carlo aveva avvisato i suoi…), che iniziavano da Gargano ed erano rifinite da Hamsik, di nuovo ai suoi migliori livelli storici. Higuain, che quando sta in campo ha come un sesto senso, avverte chi è al meglio della condizione, lo ha servito e riverito per il 3-0 che lo slovacco ha segnato con la collaborazione di Capelli.

ANCHE MERTENS. La partita era finita da un pezzo, ma ora il Napoli si stava divertendo. Benitez, pensando anche alla Juventus, ha tolto Gargano (padrone della squadra) e prima ancora De Guzman per far entrare Mertens, che non è ai livelli dei tre campioni, ma ci si può avvicinare. E’ stato il belga a pescare Higuain per il 4-0. Il noto sinistro di Brienza ha dato infine al Cesena l’unica piccolissima consolazione.

Corriere dello Sport

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