Non si può rinunciare mai a un campione come il Pipita

coppa italia napoli udinese rigore realizzato da higuainSe non c’è stress, non è Napoli. Ai rigori, contro l’Udinese in dieci, gli azzurri hanno conquistato i quarti di Coppa Italia, dove affronteranno l’Inter. È stata una sofferenza per i pochi tifosi presenti al San Paolo, con la partita chiusa soltanto al quinto tiro dal dischetto, grazie a Higuain. A un campione come lui non si può rinunciare.

Benitez ha optato per un corposo turnover, cambiando otto giocatori rispetto alla partita vinta in casa della Lazio: riconfermati i soli Strinic, Gargano e Mertens e inevitabilmente, come in precedenti occasioni, la scelta è stata penalizzante perché il Napoli non ha una rosa dalla qualità omogenea e l’assenza di giocatori come Higuain (schierato molto tardivamente, soltanto nel secondo supplementare) o Koulibaly pesa. È stato Mertens a fallire subito l’occasione per portare la squadra in vantaggio: rigore sulla traversa. Il Napoli si è così complicato la vita contro i friulani. Gabbiadini, alla prima da titolare, ha giocato da centravanti aggiunto e non solo da esterno destro, alternandosi a centro area con Zapata, che ha avuto il merito di procurarsi due rigori (netto il primo, molto dubbio il secondo). L’ex sampdoriano si è segnalato soltanto per un colpo di testa dopo 10′: molto poco. Stramaccioni ha impostato la ripresa con una tattica
pratica: un muro difensivo davanti al Napoli e un contropiede finalizzato con Thereau, arrivato solo davanti ad Andujar sorprendendo Henrique e Britos, una disastrosa coppia centrale. Il vantaggio dell’Udinese non ha chiuso la partita perché il Napoli ha raggiunto il pari con il rigore di Jorginho e si è poi trovato in superiorità numerica per il rosso a Widmer, incapace di contenere Mertens. Ma la squadra non ha saputo sfruttare gli ultimi 25′ ed è stata costretta ai supplementari, con l’equilibrio che è stato spezzato da Hamsik. Riproposto titolare nel rimescolamento di uomini da parte di Benitez, il capitano è partito sotto tono ed è cresciuto quando ha cominciato a trovare spazi e ha potuto liberare il suo estro: ha segnato con una bordata di destro da fuori area. Più dell’orgoglio dell’Udinese, in dieci, e del piede velenoso di Kone ha potuto la debolezza difensiva del Napoli, con il greco -noto tiratore scelto – lasciato solo. Ai rigori, un mese dopo la magica notte di Doha, decisivi i due argentini: parata di Andujar e gol di Higuain, a cui sono bastati una manciata di minuti e un tiro per lasciare il segno.

Il Mattino

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