Nel lontano porto di Trabzor cerca riparo Benitez, ancora scosso dalla bufera di Palermo. Chissà che non sia nelle ore vuote un fine giocatore di poker. Il peggior Napoli della stagione, quello che cercava la quinta vittoria e affonda invece sotto tre gol, lo ha molto turbato. Ma lui non dimostra certo di aver sofferto e urlato tanto. Parla della partita come chi si prepara ad una tranquilla settimana bianca. Il motivo è chiaro. Sceglie una formazione che stavolta nessuno criticherà. Gioca chi sa combattere. È evidente, le critiche bruciano sul suo faccione roseo. Gioca Mariano Gonzalo Andujar. Il portiere argentino che arrivò in Italia seguendo il testone biondo di Jorge Cyterszpiller. Accade nel calcio. Una volta scopri Maradona, un’altra Andujar, che si è distinto poco a Catania nell’anno della retrocessione e molto a Napoli senza giocare. Per quel carattere difficile. È stato forse il motivo che ha costretto Benitez a proteggere oltre misura Rafael. Per quel ruolo ha avuto meno problemi Ersun Yanal, l’allenatore turco, arrivato dopo lo scudetto con il Fenerbahce. Falciato dalla rottura di un crociato, il titolare fu sostituito subito con l’acquisto di Kivrak. Il club è ricco, ha speso 30 milioni per rafforzare la squadra, decimata stasera da infortuni e squalifiche. Se gioca il pur malconcio Cardozo prima punta, mancano per squalifica i centrocampisti Erikici e quel Costant che da milanista sfiorò il Napoli per poi sistemarsi a Tabzor. Yanal adotta un 4-2-3-1, molto aggressivo. Come il Napoli, forte nella fase attiva, in difesa affanna. Lenti i difensori. Se Higuain davvero ritrova l’estro, combatte e smette di lamentarsi con l’arbitro, se Gabbiadini non lascia scoperto il settore destro ma colpisce al centro secondo il suo stile, soprattutto se Mertens si stacca bruscamente dalla quiete dorata di Posillipo per restituire alla squadra tutti suoi frenetici scatti da sinistra. Benitez rimette non a caso Koulibaly a destra. Sa che quel versante potrebbe essere trascurato da Gabbiadini nella sua vocazione ad accentrarsi. Da esterno Koulibaly sa proporsi, conquista campo, argina. L’esclusione di Britos con quella di Britos deluderà solo li ha acquistati e tuttora sostiene, ma dà solidità all’impianto, dove il ritorno di Gargano è indispensabile, e quello di Inler opportuno, immaginando quanto tenga a giocare nella sua terra d’origine, e dove ha rischiato di trasferirsi di recente. È stato accolto come una star. Ingiusto deluderlo. Va deluso invece Lavezzi e magari chi è interessato ad offrirlo. L’esperienza parigina lo ha coperto di danaro, meno di gloria. È più anziano di due anni. Ha lasciato qui bei ricordi ma anche amicizie non limpide. Spiace per Benitez costretto a spegnere queste voci. Perde tempo. Quasi non avesse una urgente partita da vincere.
Antonio Corbo per La Repubblica