Napoli-Inter, l’ora del riscatto. Bastano solo 10 minuti

Callejon, grande protagonista della gara d’andata e dell’inizio di stagione, non segna dal 6 gennaio. (Foto getty)

Il posticipo della 26.a giornata mette a confronto due squadre in cerca di continuità. All’andata la gara si infiammò e si decise nel finale, con la doppietta di Callejon e il pari nel recupero di Hernanes. Due che sognano un rilancio in “stile Guarin”

Un girone fa successe tutto in dieci minuti. 0-0 fino all’80°, poi i fuochi d’artificio. Ad accendere la serata di San Siro, rendendo improvvisamente Inter-Napoli una delle partite più avvincenti del campionato, ci pensarono soprattutto Callejon da una parte e Hernanes dall’altra. Doppietta per l’attaccante di Benitez, gol del pari in pieno recupero per il Profeta, all’epoca al servizio di Mazzarri. Un girone dopo, di loro si sono un po’ perse le tracce: erano all’apice quando illuminarono San Siro, cercano riscatto nella notte del San Paolo.

Calleti, dove sei? – Callejon bazzica la Serie A da appena un anno e mezzo: un tempo sufficiente per segnare tre volte all’Inter, rendendo i nerazzurri la sua “vittima” preferita. La doppietta dell’andata, a ottobre, non fu un caso. Certo, Vidic ci mise del suo offrendogli la palla del primo gol (deviando in malo modo una rimessa lunga di Ghoulam; situazione che si ripeterà in maniera simile in Coppa Italia, con Higuain-gol e “Ranocchia-pollo”), ma le due perle dello spagnolo si inserirono in un filo prezioso: nelle 6 giornate precedenti aveva già timbrato contro Genoa, Palermo, Sassuolo e Torino, e in quelle successive si confermò capocannoniere della squadra aggiungendo i gol a Verona e Roma. Fatti due conti, alla decima giornata Callejon contava 8 gol. Giunti alla 26esima è a quota 9 (ultima rete il 6 gennaio contro il Cesena). Qualcosa si è inceppato e chissà che vedere nerazzurro non gli faccia bene.

Profeta dimenticato – Sognano la gara del riscatto anche Kovacic, alla perenne ricerca di se stesso, e Hernanes, rimasto alla piroetta post-gol di ottobre, quando era un punto fermo nello schieramento di Mazzarri. Era già andato in rete contro l’Atalanta, sognava di prendersi l’Inter pian piano. Quando sul cross di Dodò staccò nell’area napoletana come un giocatore della Nba, pensò di esserci finalmente riuscito. Poi Mancini, il rombo e la fiducia a Guarin cambiarono le carte in tavola. Hernanes conosce la panchina, da cui presumibilmente ripartirà anche domenica sera, contro il Napoli. Poco male: l’esempio di come si costruisce una bella storia di riscatto ce l’ha sotto gli occhi e l’ha scritta di recente proprio Guarin. All’andata il colombiano partì dalla panchina: Mazzarri non riusciva a domarne l’esuberante anarchia e preferiva usarlo a partita in corso. Segnò dopo pochi secondi dal suo ingresso in campo il gol del momentaneo 1-1. Sarà la sua ultima rete prima del risveglio dal letargo, un risveglio che l’ha portato a diventare il protagonista del mese di febbraio con 4 gol (Palermo, doppietta all’Atalanta, Celtic) nel giro di pochi giorni. Basta crederci: nel calcio tutto può cambiare nel giro di 10 minuti.

Fonte: SkySport

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