Pipita, Hamsik e la difesa. È un Napoli a due facce

Wolfsburg-Napoli Hamsik-MertensIl giorno dopo l’impresa, Rafa Benitez ha radunato il suo Napoli sul campetto accanto alla Volkswagen Arena per la seduta di scarico, sotto lo sguardo attento del commissario tecnico della Svizzera, Vladimir Petkovic, prima di rientrare in sede, nel tardo pomeriggio, e sciogliere il gruppo a Capodichino: niente ritiro e tutti a casa per poi ritrovarsi stamattina per l’allenamento e la partenza per Cagliari. Non ci sono pause per l’allenatore spagnolo che ha vissuto un’altra notte di emozioni con la vittoria di Wolfsburg. Una delle tante, comunque, perché lui di successi europei ne ha vissuti tantissimi, basti dare uno sguardo al curriculum professionale per leggere dei suoi 11 trofei conquistati. Un vero e proprio dominatore, che ha ipotecato la semifinale di Europa League, giovedì sera, battendo i tedeschi con un risultato netto, che non permette interpretazioni diverse: il suo Napoli ha compiuto un piccolo capolavoro, trascinato dal talento di Gonzalo Higuain e di Marek Hamsik, divenuti fenomeni per una notte, scatenando così l’entusiasmo dei 1.500 tifosi napoletani venuti fin quassù per sostenere la squadra.

METAMORFOSI Napoli dominatrice in Europa, ma piccolo in campionato: la discussione è stata avviata da tempo, per cercare di capire i motivi della trasformazione divenuta evidente. Certo, resta la delusione del preliminare di Champions, fallito per il disastro di Bilbao in una notte di fine agosto. Quell’eliminazione aveva gettato nello sconforto il club e l’intero ambiente dopo la favola vissuta l’anno prima, quando soltanto  per un gol di scarto il Napoli venne eliminato dalla fase a gironi, nonostante i 12 punti conquistati contro avversari Arsenal, Borussia Dortmund e Villarreal. Il giorno dopo la resa di Bilbao Benitez trasmise ai suoi giocatori le motivazioni necessarie perché diventassero protagonisti in Europa League, così come poi sarebbe accaduto.

DUE FACCE Ma è in campionato che i numeri non trovano lo stesso riscontro. Fin qui, i risultati hanno evidenziato che questo Napoli predilige le partite secche (finale di Supercoppa) o al massimo i doppi confronti, dove sa essere determinato e spietato. L’esempio del Pipita è emblematico: in Europa segna con una continuità incredibile, il gol realizzato al Wolfsburg è il settimo ed è ancora in corsa per il titolo di capocannoniere della competizione: lo precedono a quota 8 Alan del Salisburgo e Lukaku dell’Everton, ma entrambi i club sono stati eliminati. Oppure, il rendimento della difesa che in campionato è mediocre (37 reti subite in 30 partite), mentre ha incassato solo 5 reti in 11 partite di Europa League. È sulla distanza, dunque, che il Napoli di Benitez non regge il ritmo, probabilmente condizionato dagli impegni extra campionato, e conseguente turnover, che non gli permettono di dare continuità ai risultati. Ci sono voluti due mesi prima che la squadra si ritrovasse con la vittoria contro la Fiorentina, che ha sancito il recupero di Hamsik, ma non ancora il ritorno al gol del Pipita che soffre molto le squadre che si chiudono, che non lasciano spazi per gli inserimenti o per le conclusioni. Non è un caso se proprio contro le piccole il Napoli ha evidenziato le maggiori difficoltà, mentre nei doppi confronti europei, ha sempre prevalso sull’avversario, con l’unica eccezione determinata dalla sconfitta di Berna, contro lo Young Boys. Dunque, le statistiche sono dalla parte di Benitez, al netto della formalità del ritorno col Wolfsburg, il suo Napoli è in semifinale, a un passo da un nuovo evento. Dopo Maradona, potrebbe toccare a lui il posto d’onore nella lunga storia del club.

La Gazzetta dello Sport

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