Maradona in Vaticano: che abbraccio col Papa

papa francesco-maradonaMetti un pomeriggio a Roma, una giornata quasi estiva, due argentini e il principe Ali Bin Al Hussein di Giordania. Non due argentini qualsiasi: da una parte papa Francesco e Diego Armando Maradona, dall’altra il candidato alle elezioni per la presidenza della Fifa in programma il 29 maggio.
NIENTE NAPOLI Una toccata e fuga, quella di Maradona, arrivato ieri alle 13.30 e che ripartirà stamattina, per il dispiacere dei tifosi del Napoli, che speravano di vederlo stasera in tribuna al San Paolo per Napoli-Wolfsburg. Niente da fare, a meno di ripensamenti dell’ultima ora: la giornata romana di Maradona (che, nonostante il caldo romano di questi giorni, si è presentato con un abito scuro, lucido) è stata tutta «diplomatica». A Bergoglio, salutato con un caloroso abbraccio, ha presentato Al Hussein (la cui candidatura al vertice della Fifa è sponsorizzata proprio dal Pibe de Oro), ma soprattutto è stata l’occasione di incontrare l’uomo che – testuali parole di Maradona del settembre scorso – «mi ha fatto riavvicinare alla Chiesa, dopo essermene allontanato per tanto tempo». A Francesco, Maradona ha anche parlato dei suoi progetti di solidarietà per le popolazioni del Terzo mondo, oltre che dell’ipotesi di partecipare alla seconda edizione della Partita interreligiosa per la Pace.
IN FEDERCALCIO Maradona e Al Hussein si sono visti direttamente in Vaticano: il principe di Giordania, in mattinata, aveva incontrato anche il presidente federale Carlo Tavecchio, in via Allegri. Il candidato alla successione di Blatter, oltre a illustrare il proprio programma elettorale, ha avuto anche modo di parlare con Tavecchio dei possibili sviluppi del calcio in Medio Oriente e di scenari di collaborazione tra
Italia e Giordania. «Abbiamo bisogno di uno scambio di esperienze non solo sul calcio professionistico, ma anche su quello di base, che Tavecchio venendo dal dilettantismo conosce meglio di chiunque altro», le parole di Al Hussein. Tra gli altri temi toccati, anche quello legato al calcio femminile, centrale nella nuova presidenza della Federcalcio: Tavecchio ha regalato a Al Hussein una maglia della Nazionale con il numero 10, prima di un pranzo in un ristorante a due passi da via Veneto.

La Gazzetta dello Sport

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