Rosario Pastore: “Napoli, la paura fa… 3 gol”

pastore-Rosario Pastore, noto giornalista, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Ammettiamolo tutti, senza vergognarci: la paura c’è stata ed è stata tanta. Con quel Milan con un uomo in meno, tutto raccolto nella propria area di rigore ed anche con quei 2-3 tentativi in contropiede, con un palo ad Andujar battuto, con quella palla che non voleva entrare a nessun costo, c’erano tutte le premesse di andarcene a letto con una grande incazzatura dentro. A complicare maledettamente le cose ci si erano messi l’espulsione sacrosanta di Di Sciglio e il rigore sbagliato da Higuain, cosa che aveva finito col galvanizzare il Milan che, a quel punto, su indicazione del povero Inzaghi, aveva dato l’ordine di difendere coi denti lo 0-0. E ci stava riuscendo, in gran parte per suo merito, ma specialmente per l’atteggiamento del Napoli, che attaccava mollemente, senza cattiveria e, specialmente, senza quel cinismo che, in casi del genere, è fondamentale. Higuain, là davanti, era a tratti irritante coi suoi errori, dando l’impressione che quell’errore su rigore (bravo il portiere del Milan, ma pessimo era stato il tiro dal dischetto dell’argentino) era stata una botta difficilmente digeribile. Insomma, quella difesa dei rossoneri pareva poter avere la meglio. Col passare dei minuti, gli azzurri cominciavano ad essere più convinti, ma neanche tanto. Ed io pensavo che Benitez continuava a tenere seduto in panchina un certo Gabbiadini e mi chiedevo per quale motivo l’allenatore spagnolo ne aveva accettato l’acquisto, abbastanza oneroso, a gennaio, se poi questo insidiosissimo attaccante continua ad essere utilizzato a scartamento ridotto. Una volta tanto, pensavo, tu, uomo in panchina, potresti fare un’eccezione e non aspettare il 15’ della ripresa per fare la prima sostituzione. Sono stato accontentato nelle mie preghiere perché, una volta tanto, la sostituzione è arrivata al 10’ del secondo tempo, ben 5’ prima. Gabbiadini è entrato al posto di Jorginho che (e qui temo di creare una piccola sollevazione da una parte della tifoseria) continuo a vedere in costante miglioramento. In ogni caso, meglio il bergamasco dell’italo-brasiliano. Il ragazzo ha fatto sentire subito il peso (si fa per dire) della sua presenza, movimentando l’area difensiva milanista in misura decisiva. Ma lo 0-0 resisteva fino al 25’.  Per settanta minuti Fort Apache aveva resistito e ci voleva la determinazione di un grande giocatore per sbloccare la situazione. Ed ecco Hamsik che, su corta, difettosa respinta di Bonera, si avventava sulla palla con tutta la sua rabbia addosso e finalmente riusciva a battere il portiere rossonero, sbloccando finalmente il risultato. Il più era fatto. Perché, finalmente liberato dalle sue paure (e noi sostenitori dalle nostre), il Napoli trovava completa convinzione in se stesso e intera fiducia nelle proprie possibilità. E dilagava con quella cattiveria che fino ad allora era mancata. Mertens aveva preso il posto di Insigne, che era sfinito per il grandissimo lavoro che ancora una volta aveva assicurato. Il belga, fresco e in grande spolvero, da sinistra offriva ad Higuain un passaggio pennellato. E il Pipita finalmente riusciva a riscattare l’errore iniziale e batteva ancora Lopez. Questo appena 4’ dopo il gol di Hamsik. Infine, al 31’, ecco che Gabbiadini si toglieva qualche pietruzza dallo scarpino e, di tacco, segnava il terzo gol. Che dire, a questo punto? Con questa vittoria, sulla quale dopo oltre un’ora, pochi avrebbero osato una scommessa importante, la formazione di Benitez guadagna due punti sulla Lazio. Avevo sentito che il pareggio laziale può voler dire il terzo posto sicuro, perché 4 punti di vantaggio vorrebbero dire che se all’ultima giornata il Napoli dovesse battere la Lazio, sarebbe una sconfitta indolore. Ma questi soloni non ricordano che le prossime 4 gare dei biancazzurri sono 4 scontri diretti, con Inter, Sampdoria, Roma e, appunto, il Napoli. Personalmente non credo che il sofferto pareggio con l’Atalanta abbia mostrato una Lazio in grande spolvero, piuttosto una formazione un pò stanca dopo le 10 vittorie consecutive. Una parola sull’arbitro: chi mi legge, lo sa, è più forte di me. Innanzitutto, in una partita delicata così, fossi stato Nicchi avrei fatto a meno di mandare Mazzoleni, l’uomo della Supercoppa con la Juve. Ma l’Aia, queste sensibilità nei confronti del Napoli non le ha mai avute. Ebbene, Mazzoleni ha decretato l’espulsione di Di Sciglio e il rigore per il Napoli perché erano sacrosanti. Ma, se ci avete fatto caso, da quel momento ha diretto prevalentemente a favore del Milan, che è stato graziato anche per due rigori non concessi, uno su Gabbiadini e il secondo su Mertens. Ma ora archiviamo la pratica Milan. Incombe il Dnipro. Altro giro, altro regalo”.

 

 

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!