Toni Iavarone: “Napoli, un flop che ha tre padri”

toni iavaroneToni Iavarone, giornalista, scrive su “NapoliMagazine.Com”: “Se non fosse così sciagurato, il destino del Napoli sarebbe paradossale, almeno a sentire il moviolista di Canale 5. È fuori dall’Europa League ancora una volta per colpa dell’arbitro, così come all’andata. Insomma, manciate di complottismo per fare audience! No, grazie. Dice bene Benitez: siamo stati eliminati dai nostri errori. E parecchi, e non di poco conto, soprattutto suoi. La realtà è, infatti, ben altra: è quella delle cifre, negative. Il Napoli continua a rivedere al ribasso i propri traguardi perché non è in grado di ottimizzare le risorse di cui comunque dispone. Punto. Il resto è una gabola, è letteratura da talkshow, è un modo come l’altro per tenere i tifosi attaccati alla tv e mantenere più su l’audience. Nella storia di questa stagione, non ci resta che annotare la desertificazione degli obiettivi: il Napoli è stato eliminato da Coppa Italia ed Europa League, l’hanno messo alla porta in campionato – tranne miracolosi ultimi minuti del torneo – e ora ha davanti a sé un triste bilancio. Insomma, a Kiev s’è toccato il punto terminale di un’illusione che spariglia le carte: facciano i conti un po’ tutti, cominciando da De Laurentiis, passando per Benitez e finendo con i calciatori. Perché i disastri, come i giorni migliori, non hanno un solo padre.

De Laurentiis credeva che con la squadra messa su ad agosto avrebbe vinto pure lo scudetto. Invece è stato come andare a Disneyland ed essere saliti solo sull’altalena. Benitez, mentalmente estenuato è imploso nella sua superbia tattica, perché ormai spogliato di ogni punto d’arrivo, esprime continuo disagio, cavalcando le proprie incertezze. Ed ecco la squadra: si dirà che ha pur dato straordinarie prova di bel calcio, incantando a Wolfsburg. Quasi bastasse qualche buona giornata per dimenticare le partite insulse, le scelte sbagliate senza spiegazioni logiche e le mete bruciate per abulia di arroganza e presunzione.

Finalino su una considerazione del mio saggio amico Franco Di Stasio: le squadre piccole s’impegnano molto con le grandi, come del resto fa il Napoli. Le grandi squadre battono quasi sempre le squadre piccole, come il Napoli non fa. Conclusione: ma se il Napoli si comporta da piccola, perché la definiamo grande? È supervalutato? Caro Franco, come te, credo proprio di si!”.

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!