Milan, Ely al centro. Ora l’obiettivo è chiudere la porta

mihajlovicA fine agosto, quando il Milan preparava il debutto in campionato contro la Fiorentina, Mihajlovic chiamò Ely nell’undici titolare. Non era una chiamata obbligata: Rodrigo fu scelto tra un’ampia collezione di difensori. Oltre ad Alex e Zapata, ai tempi frequentava Milanello anche Paletta. Ely fu scelto insieme a Romagnoli (e De Sciglio e Antonelli) nella baby coppia di centrali voluta da Sinisa: 41 anni in due. Fulminea fu la partenza, a bruciare la concorrenza, e rapida l’uscita: dopo 36 minuti Ely fu espulso per aver fermato Kalinic lanciato a rete, peccato che di recente ha commesso anche l’interista Miranda, ben più esperto di Rodrigo. Per il Milan Ely e Romagnoli hanno numeri simili: oltre all’eta (20 anni Romagnoli, 21 Ely) il valore del cartellino, 25 milioni Romagnoli, non troppo di meno Rodrigo (in estate il club ha rifiutato un paio di offerte da dieci milioni).

CINQUE IN SETTE Ely torna per lo squalificato Romagnoli e ancora Sinisa avrebbe potuto preferirgli Alex, che da due giorni sta bene e lavora con il gruppo. Continua invece a essere fuori uso Mexes, che ieri ai fastidi fisici ha sommato quello per un profilo Instagram che insieme alle sue foto rossonere pubblicava l’annuncio del passaggio alla Fiorentina, subito attribuito a un fake. Scegliendo Ely con Zapata, e De Sciglio e Antonelli in corsia, Mihajlovic varerà la quinta linea difensiva in sette uscite. Per scelta e per necessità: con l’Empoli fecero coppia Zapata e Romagnoli, con l’Inter e poi con il Palermo partì Abate sostituito a Udine e Genova da Calabria. Con il Napoli riecco De Sciglio e Antonelli, che ieri ha lavorato con la squadra recuperando lo status di disponibile (Honda e soprattutto Balotelli non hanno fatto altrettanto: hanno proseguito il lavoro in palestra e se Honda è certamente recuperabile per Mario si vedrà oggi e nel caso andrà al massimo in panchina). Anche cambiando i fattori il risultato è sempre stato lo stesso: il Milan ha sempre subito almeno un gol in campionato, registrando il passivo tra gol fatti (8) e subiti (9). Mihajlovic lo aveva posto tra gli obiettivi già prima dell’Udinese e poi ribadito più avanti: oltre a vincere, preferibilmente con un buon gioco, il Milan non deve incassare. Sinisa era già stato troppo comprensivo: «Nelle ultime due stagioni la squadra ha subito 99 gol, ci vuole tempo per migliorare». Un po’ di tempo c’è stato e Higuain non sembra un tipo troppo paziente. Il momento per chiudere la porta è ora.

La Gazzetta dello Sport

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