Il segreto di Higuain: le cure dello “psicologo” Sarri

Higuain versa nel miglior momento della sua carriera e segna valanghe di gol: dietro al suo ritorno in auge ci sono le sapienti cure di Maurizio Sarri, che più di ogni altro ha saputo capire “l’uomo” Higuain. I Virtù, i difetti e le necessità

Oltre che maestro di calcio buono non solo per la provincia ma perfettamente adattabile alle grandi piazze, Maurizio Sarri si sta dimostrando anche fine psicologo e abilissimo conoscitore di uomini. Sotto la sua alla protettrice Gonzalo Higuain sta rendendo come mai prima in carriera: 18 gol e 3 assist in 21 partite stagionali, 16 in 17 “gettoni” in Serie A. Il Pipita versa in uno stato di grazia assoluto e pare inarrestabile. Che il segreto del suo momento idilliaco sia nascosto dietro le sapienti cure impartite dal tecnico di Figline Valdarno?

Lo psicanalista Sarri

A margine della diciannovesima edizione del premio “Le Velo” Sarri ha parlato proprio del momento di Higuain e del suo rapporto con il giocatore. Frasi tutt’altro che fatte, come da abitudine: “Lui è sensibile e fino a ora ha trasmesso di sé un’immagine non aderente al suo carattere. Non è soltanto il centravanti più forte del mondo, ma anche un uomo con sentimenti autentici”.

Lenire le vecchie ferite

La prima missione di Sarri al Napoli – lo dichiarò in tempi non sospetti – era riportare il sorriso sul volto corrucciato di Gonzalo Higuain. Lenire le ferite dello spirito dopo una stagione a dir poco maledetta. Missione compiuta. “Quando ho parlato per la prima volta con Gonzalo gli ho spiegato chiaramente che alcuni suoi atteggiamenti gli provocavano un dispendio di energie nervose e poteva risultare controproducente. Ora mi sta ascoltando e pensa più al campo. L’abbraccio dopo la rete? E’ molto attaccato alle persone, anche Insigne ha fatto la stessa cosa”.

Il Bastone e la carota

Come è facile intuire sono parole da educatore, a tratti persino da psicanalista, più che da puro e semplice allenatore di calcio. Il profilo di Higuain tratteggiato da Sarri non si esaurisce qui: il tecnico toscano si spinge oltre. Ecco come ha saputo ottenere il meglio dal suo attaccante: “Lui è un po’ rosicone, ma basta toccargli le corde giuste: anche un campione del suo spessore ha bisogno, a volte, d’una parolina, di sentire vicino chi gli sta attorno.”

Bastone e carota, coccole e stilettate quando i caso lo richieda. Di questo passo l’allenatore di Figline Valdarno sarebbe meritevole di una laurea ad honorem in psicologia.

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