Empoli-Verona 1-0: Giampaolo eguaglia Sarri, ci pensa Maccarone

EMPOLI – L’Empoli di Giampaolo continua a macinare gioco e punti, portandosi a quella quota 42 che Maurizio Sarri riuscì a toccare dopo tutte e 38 le giornate dello scorso campionato. Col decimo posto a vista, i toscani non mollano e centrano l’undicesimo successo stagionale, contro un Verona che si presenta al Castellani in maniera tutt’altro che remissiva. In una gara che ha visto nei due portieri, Pelagotti e Gollini, i due grandi protagonisti, fa la differenza l’unico tiro non parato dall’estremo difensore scaligero: è il destro secco di Maccarone, in avvio di ripresa, a fissare il risultato.

PORTIERI SUGLI SCUDI – Giampaolo deve fare a meno del regista della difesa, Tonelli, e si affida a Cosic come partner di Costa. Davanti, invece, c’è Saponara alle spalle di Maccarone e Pucciarelli. Delneri, dal canto suo, si affida al 4-2-3-1: Siligardi e Wszolek sono i due trequartisti esterni, mentre è Pazzini il terminale offensivo. La partita appare subito molto vivace, nonostante si vada all’intervallo a reti inviolate: il merito è tutto di Alberto Pelagotti e Pierluigi Gollini, che strappano applausi con i loro interventi. I due estremi difensori si sfidano a distanza a suon di ottime parate. Il primo risponde alla grande a Pazzini e Wszolek, il secondo strozza in gola l’urlo dei tifosi empolesi fermando le conclusioni di Pucciarelli e Croce. In mezzo, c’è un rigore negato al Verona per un intervento di Paredes su Souprayen, il quale viene anche ammonito per simulazione dall’arbitro Serra. Al di là degli acuti dei due portieri, l’Empoli gestisce palla per gran parte del tempo ma il Verona mostra di voler onorare la categoria a dispetto di una classifica ormai segnata.

TITOLI DI CODA PER TONI? – Dopo cinque minuti della ripresa, arriva il gol che fissa il risultato: al termine di un’azione avvolgente dei padroni di casa, Saponara accende la luce per Maccarone, che fredda Gollini sul primo palo con un destro secco. Delneri risponde inserendo Toni al fianco di Pazzini, ma la partita dell’attaccante emiliano dura solo venti minuti, trascorsi in gran parte a pestarsi i piedi col compagno di reparto: un infortunio muscolare taglia fuori il centravanti campione del mondo nel 2006, con il concreto rischio che questa rimanga l’ultima apparizione del bomber in Serie A. Aspettando gli esiti degli esami clinici, è questo che dice il viso affranto dell’ex attaccante di Fiorentina e Bayern.

L’HELLAS CHIUDE IN DIECI – Il Verona continua a spingere fino alla fine, ma è l’Empoli a creare le palle-gol più nitide della ripresa, andando vicino al raddoppio con Pucciarelli (che fallisce clamorosamente il tap-in da un metro) e Zielinski, ma anche l’Hellas ha una chance per il pari, sciupata da Pisano. Ai veneti saltano i nervi e ne fa le spese Viviani, che va sotto la doccia anzitempo per un secondo giallo a dir poco annunciato. È l’ultima emozione del match, che avvicina ulteriormente gli scaligeri alla Serie B: la condanna potrebbe arrivare già giovedì sera, se il Carpi riuscisse nell’impresa di battere il Milan.

EMPOLI-VERONA 1-0 (0-0)
EMPOLI (4-3-1-2): Pelagotti 7; Bittante 6 (6′ st Zambelli 6), Cosic 6.5, Costa 6, Mario Rui 6; Zielinski 6, Paredes 6.5, Croce 6.5; Saponara 6.5 (15′ st Buchel 6.5); Maccarone 7 (37′ st Mchedlidze s.v.), Pucciarelli 6. (1 Pugliesi, 31 Camporese, 37 Ariaudo, 13 Maiello, 14 Diousse, 33 Krunic, 71 Picchi, 22 Piu, 99 Tchanturia). All.: Giampaolo
VERONA (4-2-3-1): Gollini 7; Pisano 6, Bianchetti 5, Samir 5, Souprayen 5; Viviani 6, Greco 5.5 (9′ st Toni s.v., 29′ Rebic s.v.); Wszolek 6, Ionita 5.5, Siligardi 6 (29′ st Gomez s.v.); Pazzini 5.5 (37 Coppola, 88 Marcone, 6 Albertazzi, 18 Moras, 2 Romulo, 8 Marrone, 28 Emanuelson, 97 Cecchini). All.: Delneri
ARBITRO: Serra di Torino
RETI: nel st 5′ Maccarone
ANGOLI: 6-3 per l’Empoli
RECUPERO: 0′ e 3′
ESPULSO: Viviani al 45′ st per doppia ammonizione. Ammoniti: Bianchetti, Saponara, Wszolek per gioco scorretto, Souprayen per comportamento antiregolamentare
SPETTATORI: 7.816 per un incasso di 47.056 euro.

Fonte: Repubblica

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