Milinkovic e Parolo battono la Samp, Lazio quarta

Il derby è già alle spalle, lontano e dimenticato. In soli 4 minuti, quelli che contro la Sampdoria sono serviti alla Lazio per cancellare in un colpo solo l’acqua di Strootman e i calzini di Lulic. A Marassi, lì dove la passata stagione era caduto in una sconfitta che ancora non ha digerito, Simone Inzaghi si è ripreso il suo campionato. E’ tornato a vincere ed è tornato al quarto posto, lo stesso che occupava prima della partita contro la Roma. E lo ha fatto con una prova convincente e da squadra matura, che lascia giocare gli avversari quando serve e poi li colpisce al cuore nella maniera più incisiva. Sempre dalla destra e sempre grazie a Felipe Anderson, che con due assist perfetti ha mandato in gol prima Milinkovic-Savic e poi Parolo, 14esimo marcatore biancoceleste di questa stagione. Quasi uno schema fisso: palla al brasiliano che punta Regini e confeziona  cross al bacio. E cross dopo cross alla fine sono 7 gli assist dell’esterno di Inzaghi, il migliore di tutta la Serie A in questa specialità. Dettagli che rendono orgogliosi gli allenatori e che completano una festa impossibile da pensare solo 6 giorni fa.

Le scelte degli allenatori – Rispetto al derby Inzaghi lascia in panchina Keita e inserisce de Vrij. Di conseguenza Lulic avanza nel tridente con Felipe Anderson e Immobile, mentre Radu scivola a sinistra in difesa a favore dell’olandese che fa coppia con Wallace, confermato nonostante l’errore decisivo contro la Roma in occasione del gol di Strootman.  Giampaolo sceglie il solito 4-3-1-2 con Quagliarella e Muriel a fare coppia fissa in avanti e la qualità di Praet in mezzo al campo al posto della corsa e dei muscoli di Linetty.

4 minuti per sognare – Il gioco lo prende in mano la squadra di casa, brava a controllare il pallone ma non a finalizzare. Nel primo tempo il possesso di palla è schiacciante a favore della Samdporia (59,4% contro 40,6%) ma assolutamente sterile, con i centrocampisti blucerchiati che duettano in mezzo al campo senza riuscire a innestare al meglio Muriel e Quagliarella. La Lazio guarda aspetta riparte e poi, lei sì, conclude. Prima con Basta, poi due volte con Immobile. La partita sembra sonnecchiare tra le pieghe di un copione che nessuno in realtà vorrebbe scrivere, Felipe Anderson su tutti. Al 40’ infatti si accende il brasiliano che riceve dalla destra supera Regini e innesta il colpo di testa vincente di Milinkovic-Savic, bravo a svettare su Silvestre. 1-0 e palla al centro, o meglio palla in mezzo all’area. Non passano nemmeno 4 minuti infatti e Felipe Anderson è ancora lì sulla destra a crossare per Parolo che questa volta di piede infila per la seconda volta. Due respiri in 4 minuti e finisce il primo tempo, la Samp quasi non sembra essersi accorta di nulla.

La Samp è Schick, ma non basta – Nel secondo tempo la Lazio prova ad addormentare la partita, ma ci riesce solo nei primi 20 minuti. Il possesso palla della Sampdoria sembra essere sempre ma col passare del tempo la squadra di Giampaolo comincia anche a tirare in porta. E con maggiore convinzione. La Lazio riparte in contropiede ed è pericolosa sia col solito Felipe Anderson che con Immobile, ma la stanchezza inevitabilmente concede maggiori occasioni anche agli attaccanti della Sampdoria.  Ci provano Quagliarella, due volte, Muriel e Torreira, ma quando mancano solo due minuti al novantesimo è Schick a regalare a Giampaolo una speranza chiamata pareggio. L’allenatore blucerchiato ricorda ancora gli attimi della folle rimonta finale contro il Sassuolo, ma questa Lazio non si fa sorprendere e finisce per portarsi a Roma 3 punti fondamentali. Che risollevano lo spirito e fanno dimenticare, una volta per tutte, il derby. 

Fonte: SkySport

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