Repubblica avverte: “Il Napoli e Sarri, 3 mesi di tempo per respingere l’attacco delle big”

SARRI l’ho scelto io e l’ho difeso dalle critiche. Mi piacerebbe se restasse altri dieci anni. Altrimenti, ne arriverebbe un altro». Il messaggio di De Laurentiis lascia in sospeso il futuro dell’allenatore. L’attestato di stima s’inserisce tra le pieghe di un rapporto tutto da verificare nei prossimi mesi. Il quadriennale firmato da Sarri nel 2016 è in realtà un 2+2 con (doppia) clausola d’uscita. De Laurentiis può liberarsi dal rapporto pagando 500 mila euro, Sarri — o chi per lui — dovrà invece versare 8 milioni nelle casse della società per sciogliere il rapporto. La “finestra” in cui esercitare questa opzione scatterà il 2 febbraio, a mercato finito, e proseguirà fino al 31 maggio. La cornice temporale è, dunque, abbastanza ampia e di fatto trasformerà Sarri in un pezzo pregiato del mercato degli allenatori considerando i risultati e gli “endorsement” piovuti da mezza Europa nei confronti del tecnico “nato a Bagnoli, ma residente a Figline Valdarno”, una delle sue primissime citazioni nel mondo Napoli. Sarri, a dire il vero, in questo momento bada poco al futuro. È concentrato sul sogno di una città intera, quel terzo scudetto che è poi pure l’obiettivo del club. Il presidente ha ormai bandito la scaramanzia dialettica e ne ha parlato pure ieri alla radio ufficiale soffermandosi soprattutto sui diritti televisivi. «Non capisco questa fretta di venderli così presto. Il nostro prodotto va valorizzato. Offriamo un grande spettacolo». Quello di Sarri è di prim’ordine. Il binomio, dunque, funziona e potrebbe proseguire. Ma il nodo della clausola, voluta proprio dal numero uno azzurro al momento del prolungamento, va risolto. «Otto milioni mi sembrano una cifra considerevole», ha spiegato De Laurentiis. È la più alta in Italia per quanto riguarda un allenatore, ma non rappresenterebbe un ostacolo insormontabile per le grandi d’Europa. Sarri, dal canto suo, potrebbe pure accettare di eliminarla, a patto di un nuovo accordo più redditizio. Attualmente guadagna 1,4 milioni (al netto dei premi) di euro e punta ad un riconoscimento, come spiegato senza peli sulla lingua qualche mese fa. «Col nuovo contratto mi voglio arricchire», disse scatenando tante polemiche per la schiettezza con cui affrontò l’argomento. La sostanza non è cambiata ma il Napoli conserva sempre una corsia preferenziale. I prossimi tre mesi, dunque, saranno decisivi per evitare la “tagliola”, ma l’intesa potrebbe pure essere posticipata a marzo e aprile. Scenari tutti da verificare, dunque. Nel frattempo la certezza è una sola. De Laurentiis e Sarri viaggiano a braccetto. Meta finale, lo scudetto.

La Repubblica Napoli

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