U-21 titolari, Serie A dietro a Ligue 1 e Bundes

Liga e Premier in ritardo

Il saldo totale degli U-21 in Serie A, costituito da 70 unità, si colloca a metà nel bilancio con i principali tornei continentali. La palma nera spetta alla Premier League che ammette solo 49 giovani (25 inglesi e 24 stranieri) distribuiti tra le 20 squadre partecipanti. Nonostante il numero inferiore, tuttavia, il minutaggio concesso sfiora la realtà italiana mentre sono 7 i club (City e Chelsea tra le altre) a non avere ancora schierato baby inglesi in campionato. I Blues di Conte svettano tuttavia per l’utilizzo di talenti esteri (3), decisione sconosciuta piuttosto per lo United di Mourinho. Non è un caso che nelle classifiche del CIES a prendersi la scena figurano i soli Richarlison (Watford) e Abraham (Swansea), decisamente più impiegati rispetto ai vari Rashford (United), Gomez (Liverpool) e Fosu-Mensah (Crystal Palace). Non dimentichiamo tuttavia i recenti trionfi inglesi ai Mondiali U-20 e U-17, successi in precedenza inediti che inaugurano scenari invitanti per il futuro del calcio d’Oltremanica. Persino la Liga, campionato che globalmente predilige la presenza di calciatori spagnoli a fronte degli stranieri, concede la ribalta a 58 giocatori minori di 21 anni (31 spagnoli e 27 esteri). Gioventù selezionata, d’altronde la loro adozione supera i prospetti della Serie A: l’eccellenza risponde a Unai Núñez (Athletic Bilbao) e Aarón Martín (Espanyol), finora sempre presenti e tallonati dal gioiello Carlos Soler in forza al Valencia. Oyarzabal della Real Sociedad è invece il ragazzo nato dal 1997 in poi più prolifico nella top 5 d’Europa con 6 gol. Il Real Madrid domina per la fiducia concessa ai giovani di casa (4) in partnership con il Villarreal, che a sua volta dispone di 3 stranieri U-21 (più di tutti). Quantomeno il campionato italiano si fa preferire alla Spagna per il numero di squadre che esulano dai talenti nazionali (4 contro 6), pecca tra le quali figurano big come Barcellona e Atletico Madrid.

Fonte: SkySport

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