Presidenza Figc, fumata nera alla prima votazione. E Lotito stringe alleanze alla toilette

ROMA – L’ultima notte non ha portato consiglio: niente rinvio delle elezioni Figc di novanta giorni come voleva Giovanni Malagò, e non solo lui. E niente accordo in zona Cesarini: tutti i tre candidati, Sibilia, Gravina e Tommasi, si sono presentati al voto. Tre rivali per la Federcalcio, un record, non certo positivo. Renzo Ulivieri se l’è presa ovviamente con il presidente del Coni, e si è schierato apertamente per Gravina, addio ticket con Tommasi, addio nuova alleanza. Nicchi ha attaccato Sibilia, il senatore di Forza Italia ha negato interventi della politica in questa partita e Tommasi ha negato di essere vicino ai 5 Stelle, “semmai vorrei che fosse la Figc, la nuova Figc delle schiene dritte, ad avere la quinta stella”. Frecciate e veleni dell’ultimissima ora. Poi, la prima votazione. Per Sibilia il 39,37 per cento delle preferenze, per Gravina il 37,06%, per Tommasi il 22,34%. Quorum a 75 per cento, nessun eletto. Si va alla seconda. Gira voce che Sibilia si alleerebbe con Tommasi. Ma sarebbe una svolta clamorosa, un ex calciatore alla guida della Figc. Carlo Tavecchio ha chiuso attaccando ancora Malagò e rivendicando i suoi meriti in Figc e come commissario della Lega di A (è scaduto proprio oggi). Ora cercherà di ritagliarsi ancora un ruolo nel calcio, ma non sarà affatto semplice.

Resta aperto il fronte caldissimo della Lega di A, se non fanno nulla il 1 marzo il Coni commissaria la Figc. “Vediamo come andrà la trattativa per i diritti tv della Lega di Serie A con Mediapro, se ci saranno altre opportunità per un terzo bando. Loro certo hanno fatto una offerta importante (950 milioni, ndr), che però non è quella che noi vogliamo perché abbiamo un obiettivo che è più elevato, ma già è un passo avanti importante rispetto ai valori cui si era approdati con le negoziazioni private dove si era arrivati a 830 milioni. Secondo me i diritti valgono molto e c’è spazio per crescere ancora”. Così il presidente del Torino, Urbano Cairo. “Poi bisogna risolvere il tema della governance – ha aggiunto – ma ci stiamo lavorando e credo che anche qui stiamo facendo passi avanti. In questo momento non c’è unità, però credo ci stiamo avvicinando a trovare i nomi che gestiranno poi la Lega”. Cairo crede ancora in Tebas amministratore delegato, ma il presidente della Liga di Spagna difficilmente potrà essere scelto, soprattutto se arriverà Mediapro. E poi il calcio italiano deve consegnarsi agli spagnoli? Non ci sono manager capaci da noi? Sky è pronta a fare una nuova offerta. Consistente. Intanto Claudio Lotito fa politica alla toilette… Il presidente della Lazio, stazionandovi vivino, ha man mano avuto colloqui con l’ad del Milan Fassone, il presidente delll’Aia Nicchi e il numero uno della Lega di B, Balata.

Fonte: Repubblica.it

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