AMARCORD: NAPOLI-UDINESE, sfida aperta!

Quella con l’Udinese resta una sfida sempre aperta anche se il bilancio parla decisamente napoletano. Dal definitivo ritorno in A Napoli-Udinese si è giocata dieci volte: sei vittorie azzurre, tre pareggi, un successo bianconero.
Un anno fa, proprio di questi tempi, il 15 aprile 2017, gli azzurri regolarono per 3-0 i friulani in un finale di stagione molto diverso da quello attuale. Dominio territoriale sin dalle prime battute ma le tre reti arrivano nella ripresa: al 48° vantaggio di Mertens imbeccato da Jorginho, raddoppio di Allan al 63° sfruttando un’incertezza della difesa di Delneri e tris di Callejon al 72° dopo un batti e ribatti in area. Unici squilli dell’Udinese un palo di Zapata, che poteva regalare il pareggio, ed un colpo di testa all’indietro di Callejoc che per poco non sorprende Reina. L’otto novembre 2015, Napoli vittorioso di misura; Karnezis, migliore in campo, superato solo al 53° da un diagonale di Higuaìn. Lunghissimo l’elenco delle occasioni non sfruttate dagli azzurri che hanno rischiato di essere raggiunti da un colpo di testa di Widmer, unica opportunità concessa agli ospiti.
Udinese violò il San Paolo il 17 aprile 2011 (2-1) e le due reti non furono salutate da alcuna esultanza. Esse furono infatti realizzate dal futuro napoletano Inler e dall’ex Denis. Inutile, in pieno recupero, il gol di Mascara. Roberto Sosa fu l’autore dello 0-1 con cui l’Udinese sbancò il San Paolo il 23 gennaio 2001, anno della seconda retrocessione degli azzurri in B. Un altro argentino, un certo Maradona, segnò su punizione prima del pari di Galparoli. Partita, questa del 24 novembre 1985, che vide Diego espulso per un fallo di reazione. Il Napoli-Udinese del 6 gennaio 1985 finì 4-3. Queste le reti: le prime due su rigore, vantaggio di Edinho, pari di Maradona. Napoli avanti con Bertoni e 2-2 di Miano. Quindi ancora il duo argentino, Maradona (rigore) e Bertoni per il 4-2 poi ridotto di una lunghezza da Billia. L’anno del primo scudetto Napoli-Udinese si giocò alla seconda giornata e finì con la prima rete in azzurro di Rambo De Napoli ed il pareggio di Ciccio Graziani e, singolare coincidenza, si giocò di nuovo alla seconda nel campionato del secondo titolo finale: 3 settembre 1989 Napoli-Udinese 1-0, gol di Renica.
Il Napoli trovò un’altra affermazione nel Febbraio 2008 per 3-1 con una doppietta di Lavezzi e finì 2-2 esattamente un anno dopo con il Napoli avanti 2-0 con Lavezzi e Hamsik poi raggiunto da Di Natale e Quagliarella, nel settembre 2009 si chiuse a reti inviolate. Il 7 ottobre 2012, 2-1 per il Napoli con le tre reti siglate nel giro di un quarto d’ora: vantaggio di Hamsik, pari di Pinzi e definitivo 2-1 di Pandev. ll 7 dicembre 2013 un rocambolesco 3-3 che lasciò non poco amaro in bocca. Prima frazione chiusa sul 2-1, doppietta di Pandev, quindi uno sfortunato autogol di Fernandez permise agli ospiti di restare in partita fino del pareggio di Fernandes con un pallonetto dalla distanza. Due pari e tutto da rifare; due reti di rapina prima Dzemaili, un minuto dopo il 2-2, quindi Basta per il definitivo 3-3 sfruttando un imperfetto disimpegno della retroguardia azzurra.
L’8 febbraio 2015, affermazione azzurra per 3-1: vantaggio siglato da Mertens che batté Karzenis con un preciso diagonale, quindi tagli chirurgici di Mertens e Hamsik a centrocampo, palla a Gabbiadini per il colpo del 2-0. Ma l’Udinese non era lì a guardare, gli ospiti dimezzarono lo svantaggio con Thereau che con un pallonetto neutralizzò un’uscita azzardata di Rafael. Il tempo si chiuse con Widmer che si trovò tra i piedi la palla del 2-2 calciata fuori da buona posizione. Provvidenziale un tocco maldestro di Thereau che mandò nella propria porta una punizione–cross di Mertens chiudendo lì la partita.

Antonio Gagliardi 

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