Juventus, il prezzo degli abbonamenti sale fino al 30% e i tifosi s’infuriano

TORINO – Crescono le ambizioni della Juventus e, parallelamente, il costo degli abbonamenti per la prossima stagione. Pur essendo stata lanciata ufficialmente solo ieri a mezzogiorno, la campagna abbonamenti della società bianconera sta già facendo discutere. Rincari che raggiungono il 30 per cento rispetto alla scorsa stagione, che hanno scatenato la rivolta di una parte della tifoseria sui social: si parte dai 595 euro per confermare il proprio posto in Curva Sud o Nord, mentre per sottoscriverne uno nuovo si spenderanno 650 euro, fino ai 2370 euro per la Tribuna centrale est Primo Anello in caso di nuova sottoscrizione. 

TIFO DIVISO IN DUE – La tifoseria bianconera, almeno sui social, è spaccata in due tra chi preannuncia che non rinnoverà l’abbonamento: “sono quasi 1000 euro tra me e mio figlio per seguire la squadra che amo” è l’esempio più citato, prezzo che diventa difficilmente accessibile per la media della popolazione. Contestato da chi sostiene chi vuole “che la società spenda centinaia di milioni per fare una squadra forte” lamentandosi però “se chiedono qualche decina o centinaio di euro”. Comunque la si veda, il rincaro ha portato i prezzi degli abbonamenti bianconeri al top in Italia, posizione già occupata nelle scorse stagioni, e tra i più cari in Europa, battuti solo da Chelsea e Liverpool. 

PASSIONE TRADITA – Un aumento delle tariffe di tale entità ha scatenato la protesta anche della tifoseria organizzata: attraverso la loro pagina Facebook, i Drughi Ultrà Curva Sud hanno diramato un  comunicato eloquente. “Siamo vincenti è vero – è l’incipit del comunicato -. Ma i veri perdenti non sono le altre società calcistiche, ma gli stessi tifosi juventini. Una perdita che impatta sul nostro portafoglio, già svuotato da un’economia che lascia pochi spazi ai sogni. […] Per l’ennesima volta assistiamo a un aumento del prezzo dell’abbonamento, sempre più simile al costo di un palco di una stagione teatrale. […] Sempre più ci stiamo rendendo conto di come siamo diventati parte integrante del progetto: siamo il lato economicamente più appetibile”.

Concludendo con “Siamo stanchi di tutto questo, perchè esistono metodi alternativi di incremento degli utili che non devono necessariamente passare dal sacrificio economico dei tifosi fedeli. Anche la fede, se non ricambiata, con il tempo si affievolisce. […] Pagando come a teatro, ci comporteremo di conseguenza. Alla Bohème si assiste in doveroso silenzio. Magari con qualche fischio e dissapore, se giocatori e prestazioni non convinceranno. Sappiamo di correre il rischio di apparire ai più antipatici, quasi come quei giocatori che, alla festa scudetto, ci hanno salutato a distanza, con sufficiente distacco”. Un comunicato al vetriolo, chiuso in modo graffiante: “Firmato i Clienti della Curva Sud”. 

IL PREZZO DEI SUCCESSI – Non solo proteste, anche prese di coscienza di una parte della tifoseria, reduce da anni di trionfi: “La Juve dà spettacolo da 7 anni – scrive l’utente Deborahepoi -, vince scudetti, Coppe Italia e ha disputato due finali di Champions. Ovvio che i biglietti siano più cari delle altre squadre che non vincono nulla da anni. Nessuno obbliga a fare gli abbonamenti”. Pensiero  che si scontra con l’esempio portato dal Bayern Monaco, cannibale in Germania tra campionato e coppa nazionale: 140 euro nel settore popolare, 8 euro a partita. Ventisei  euro in meno rispetto a quello dell’Allianz Stadium.

Fonte: Repubblica.it

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