Watford da favola: 4 su 4 e vola a punteggio pieno

Sir Elton John in tribuna a scaldare il cuore dei tifosi, Javi Gracia in campo a dettare il ritmo dei loro battiti, ormai in fibrillazione da 360 minuti. Questo Watford non smette di stupire e con il Tottenham fa 4 su 4, segnando un nuovo passo nella storia del club e soprattutto accendendo un’ulteriore fiammella di speranza a quello che sarebbe un sogno impossibile dappertutto, ma non in Premier, dove appena 3 anni fa il Leicester ha compiuto l’impresa. E allora è giusto sognare, in particolare dopo prestazioni di altissimo spessore, come come quella contro gli Spurs, dove neanche lo sfortunato autogol in avvio di secondo tempo è bastato per abbattere la squadra in maglia gialla. Il Watford non si è scomposto, ha reagito d’istinto (e confusione) prima di metterci la testa: mentalità e forza aerea. Quella che ha permesso a Deeney di riequilibrare l’incontro e a Cathcart di mettere la freccia sul sorpasso. Il tutto nel brevissimo spazio di sette minuti, sufficienti per dare un ulteriore segnale al campionato e contro una formazione candidata a lottare per le posizioni di vertice e che non si riusciva a battere dal 1994, ovvero negli ultimi 11 scontri diretti. 12 punti messi in cassaforte (mai raggiunti dopo 4 giornate di Premier nella sua storia), punteggio pieno e testa della classifica in compagnia di Chelsea e Liverpool. Una parte del merito va senza dubbio attribuita alla forza, fisica e da trascinatore, del capitano Deeney, a segno per la 100^ partita diversa con la divisa degli Hornets, traguardo raggiunto in passato solo da altri tre calciatori. Il punto a favore del Watford è, però, rappresentato dall’intera squadra, sempre alla ricerca della giocata giusta – frenesia post-svantaggio a parte – per innescare la sua coppia offensiva, completata dal più dinamico Gray. Qualità dunque, a cui si aggiunge il fattore che ha fatto la differenza in questa parte inaugurale di stagione, la corsa e determinazione che permettono di arrivare prima sulle seconde palle e di alzare bandiera bianca solo quando è l’arbitro a decretare la fine col suo triplice fischio.

Fonte: Sky

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