Alisson: “Ho pianto quando ho lasciato Roma”

Che si fosse legato particolarmente all’ambiente e al club che lo ha fatto conoscere non era un mistero. Che resti per sempre grato alla Roma, Alisson lo ha fatto capire al suo ritorno, da avversario, in Italia. Al San Paolo, il portiere brasiliano affronterà il Napoli, ma è soprattutto della sua esperienza alla Roma che ha parlato alla Gazzetta dello Sport: “Lasciare Roma è stato difficile. Ho pianto a lungo, insieme a mia moglie – ha spiegato – È giusto essere onesti: io ho fatto una scelta professionale, un passo in avanti per la carriera e la Roma ha incassato una grossa cifra. Con la testa ho deciso di andare al Liverpool, ma il mio cuore era ugualmente pieno di lacrime. A Roma ho passato due anni speciali, lì è nata mia figlia, ho molti amici anche fuori dal calcio. Tante volte sono andato a spasso di notte per la città: Fontana di Trevi, al buio, è di una bellezza commovente”. Ma il posto preferito di Alisson resta comunque il Colosseo: “Lì davanti respiri la storia”.

Il derby e il passaggio da Di Francesco a Klopp

E da ex affezionato il brasiliano ha seguito con attenzione il derby appena giocato e vinto dalla Roma: “Il derby cambia tutto. Le difficoltà iniziali erano logiche, vista la partenza di giocatori importanti. Ma i nuovi acquisti sono bravi e quando avranno capito cosa vuole Di Francesco arriveranno i risultati”. Da Di Francesco alla chiamata di Klopp per convincerlo a sposare il progetto Liverpool: “Klopp mi ha fatto qualche chiamata su Face Time e mi ha spiegato il suo progetto e cosa avremmo fatto insieme. Lo ammiro dai tempi del Dortmund. Mi piace essere allenato da lui, perché non parla molto ma sa sempre cosa dire e come farlo. È un uomo intelligente e di carattere”. Anche quando dopo la “papera” contro il Leicester lo ha rincuorato: “È entrato nello spogliatoio e si è messo a scherzare. Ha affrontato la cosa nel modo migliore. Tanto io già sapevo di aver fatto una sciocchezza. Poi mi ha detto solo di non perdere la fiducia e di continuare a giocare così”.

Le differenze tra serie A e Premier

Serie A e Premier League due campionati importanti ma molto diversi: “La A è meno intensa. Però io in Italia ho imparato tanto grazie al preparatore Marco Savorani che è stato fondamentale nella crescita mia e di Szczesny. È una delle persone più importanti della mia vita, mi ha aiutato dentro e fuori dal campo. La Juve? Il loro dominio poggia su basi economiche. In Premier tutte le società acquistano giocatori importanti, in A purtroppo no. Per il resto, gli stadi sono caldi allo stesso modo. Una differenza importante riguarda i terreni di gioco, che in Premier sono sempre perfetti”.

Liverpool, la Kop e la Sud

Il Liverpool aspetta da anni un trofeo, la Champions è il suo ambiente naturale ma anche la Premier diventa un obiettivo prioritario: “In Europa molte squadre possono vincere. Il calcio ti sorprende sempre, chi avrebbe ipotizzato la Roma in semifinale l’anno scorso? La Juve era già fortissima e ha preso Ronaldo: mi spiace non sfidarlo in campionato, magari accadrà in Champions. Sono ammirato dalla mentalità vincente di CR7, oltre che dal talento – ha detto – Abbiamo tutto per vincere: qualità, determinazione, la filosofia del club, tifosi caldi. E non scelgo: un passo dopo l’altro, mi piacerebbe vincere ogni competizione a cui partecipo. A proposito di tifosi la Kop la senti ma la Sud quando si riempie è uno spettacolo”.

L’offerta di De Laurentiis e la sfida al Napoli

E il ritorno in Italia per la sfida al Napoli che, secondo quanto detto da De Laurentiis aveva offerto 60 milioni di euro proprio per Alisson: “Mi aspetto un ambiente caldissimo. Mi piace giocare al San Paolo. I tifosi cantano sempre, non stanno mai zitti. Sarà una grande sfida per un grande girone: il pareggio del Napoli a Belgrado ci avvantaggia solo se noi faremo il nostro dovere”.

Sulle orme di Buffon…

Il suo idolo Gigi Buffon gioca ancora a 40 anni: “Da quando ero un bimbo seguo la traiettoria di Gigi, è stato un modello, un esempio. Un grande uomo”. Ma chi sono i portieri più forti al mondo? “Sono tra i primi. Insieme a Ter Stegen, Oblak e De Gea. Ma se resti fermo, gli altri ti scavalcano. Le graduatorie cambiano partita dopo partita, bisogna migliorare e parare. Sempre”.

Fonte: Sky

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