AMARCORD – Quando le tribune dello stadio del Vomero crollarono ad un gol di Lustha

Si tratta di un episodio che molti non conoscono o che non ricordano essendo trascorsi ormai ben 72 anni. Tuttavia l’espressione “se n’è carute o stadio” era spesso pronunciata dalla tifoseria azzurra dopo una rete del Napoli. Manco a farlo apposta lo stadio crollò veramente nel gennaio del 1946, mettendo le basi per la nascita del San Paolo. Tutto nasce dall’acquisto dell’attaccante albanese Risa Lustha, dalla Juventus, nella quale aveva realizzato ben 46 marcature in 85 gare disputate. Un profeta del gol che, tuttavia, con la maglia azzurra non si era dimostrato tale. Tutti i napoletani, però, dopo un gol della propria squadra erano soliti esclamare la famosa frase: “Se n’è carute o stadio“. A tal proposito lo scrittore Angelo Forgione ha svelato un retroscena di questa storia ormai finita nell’oblio. Il giornalista Carlo Di Nanni scrisse su “Lo Sport del Mezzogiorno”, di cui era Direttore, quella che si sarebbe rivelata poi una profezia: “quando Lustha segnerà un gol se ne cadranno le tribune dello stadio”. Ebbene mai affermazione fu più veritiera. Il giorno 27 gennaio del 1946 si giocava la seconda giornata del girone di ritorno, del massimo campionato; gli azzurri ospitavano il Bari per il cosiddetto derby del sud. Un gran tiro da fuori area di Lustha sbloccò se stesso ed il risultato. L’eccessivo entusiasmo dei tantissimi tifosi assiepati sulla tribuna fece cedere la balaustra. Centinaia di persone caddero giù per alcuni metri. In ospedale furono trasportati 114 tifosi feriti di cui 12 in modo molto grave. Ma per fortuna non ci furono vittime. La partita, per la cronaca, terminò con il successo del Napoli per 2 a 1. Carlo Di Nanni dopo quella profezia, passò alla storia come un temutissimo apportatore di… sortilegi. Per concludere il 6 dicembre del 1959 il Napoli debuttò nella sua nuova casa, ovvero il maestoso “Stadio del Sole”, nuovo tempio del calcio italiano che poteva contenere 90.000 spettatori, poi successivamente ribattezzato stadio “San Paolo” in memoria dello sbarco dell’apostolo sulle coste flegree nel febbraio dell’anno 61, durante il suo viaggio dalla Giudea a Roma.

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