Gli interventi di Bruno Pizzul, Alfredo Aglietti e Umberto Chiariello a Radio Punto Nuovo

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Bruno Pizzul, ex telecronista Rai: “Mi manca non aver potuto dire ‘campioni del mondo’. Il mio primo Mondiale è stato nel 1970 in Messico, ma al seguito della Nazionale è stato nel 1986. Fortunatamente mi sono rifatto con i successi delle squadre italiane, ma non mi ha tolto il sonno raccontare la vittoria di un Mondiale. Sono rimasto realmente male quando siamo stati eliminati a Italia 90, perché quella squadra doveva vincere il Mondiale: eravamo i più forti. Nel 1994 è stato duro commentare, perché i rigori furono sbagliati dai due calciatori più forti, Baresi e Baggio. La maglia verde? Mamma mia… Non mi piace, non mi ha per nulla convinto nemmeno per le motivazioni che sono state date. Oltretutto non è un verde nemmeno acceso, magari fosse stato squillante invece è amorfo. Ho sempre seguito il Napoli con simpatia, da ragazzino ero tifoso del Torino poi pian piano ho seguito molto le sorti degli amici che sono in giro. Ad esempio adesso seguo con piacere Carlo Ancelotti. Qualche volte la sua spontaneità lo rende incauto in certe affermazioni, mentre altri allenatori magari sono diventati comunicatori attentissimi. È un compagnone, un tipo allegro. Carletto quando lo metti a tavola è implacabile, ora per esigenze legate all’età devo stare attento e mia moglie mi tiene d’occhio. Nel 1986 la Nazionale doveva essere sempre di Martellini, ma poi mi dissero che l’avrei fatta io perché lui non stette bene. Così durante un tragitto ci perdemmo sulle montagne per raggiungere la città e quando si è sposato mio figlio beccò la stessa guida che presi io all’epoca. Italia vincente agli Europei? Direi di sì col cuore, ma anche per scaramanzia non lo dico. Abbiamo una covata di giovani promettenti, in prospettiva ci dovrebbero consentire di recuperare un minimo di dignità”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Alfredo Aglietti, allenatore: “L’anno di Napoli fu fondamentale per me. Ricordo l’esperienza fatta lì con un maestro e una persona eccezionale come Gigi Simoni, a cui faccio gli auguri per la guarigione, anche se poi ebbi difficoltà con l’avvento di Montefusco. Ho fatto tanta gavetta, da calciatore e da allenatore. Se ci sono giocatori validi è giusto farli giocare subito, perché mandarli a farsi le ossa è un buon discorso relativamente. Il problema è quando meno qualità e gli vengono fatti contratti che poi gestiscono con difficoltà. Se giocatori come Chiesa e Zaniolo dimostrano di saper stare in questi contesti è giusto poi dar loro determinate responsabilità, anche perché si cresce giocando partite importanti. Non ho preso bene la mancata riconferma a Verona, perché sono arrivato in un momento difficile ed era stato centrato un obiettivo che sembrava irraggiungibile. Alla soglia dei 50 anni sarebbe stato importante avere un’opportunità in Serie A, e penso di essere pronto per questo campionato. Il Verona ora sta bene, sta mettendo in difficoltà tutti: con Milan e Juve probabilmente non meritava da perdere. Fisicamente ci sta, è quadrata, non prende gol e il Napoli li potrebbe soffrire. Un’eventuale chiamata del Verona? Si valuterà al momento. Quest’anno la lotta per la salvezza è più larga: il Lecce gioca bene, così come il Brescia. Una volta tanto le neopromosse non sono vittime, generalmente due su tre retrocedono sempre. Devono fare attenzione tante squadre: Sampdoria, Parma, Udinese, Spal, Genoa e lo stesso Verona. Sassuolo e Bologna le vedo fuori da questa lotta. Il Cagliari ha fatto acquisti importanti, anche il Bologna, anche se lì c’è la brutta situazione di Mihajlovic. Kumbulla ha qualità importanti, poi la squadra è cambiata rispetto allo scorso anno; comunque Amrabat lo vedo pronto per una squadra importante, penso sia la rivelazione del campionato. Stepinski è un giocatore molto fisico, ma non è uno da tanti gol però. Tutino ha tante qualità, potrà far bene in futuro. Per lui forse sarebbe stato meglio trovare continuità in una squadra importante di Serie B”.

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto il giornalista con il suo EditoNapoli: “Parto da qualcosa che non riguarda il Napoli. Nella tabella pubblicata dal Corriere dello Sport si legge che nella panchina della Juve contro l’Inter c’erano 63 milioni netti di ingaggio. Quand’è così, come si fa a competere? La strategia di Ancelotti fa discutere perché in 9 partite ha schierato 9 formazioni diverse. Le voci si susseguono: dissidi telefonici con De Laurentiis, la figura del figlio in discussione, i dibattiti sul sistema di gioco, la mancanza atavica di un regista, Elmas e Lozano che non giocano dal primo minuto. Tutti argomenti che fanno pensare ad un Ancelotti perdente e partente, ma il campionato è all’8^ giornata. Bisogna porre domanda, ma non emettere giudizi”.

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