Gravina: ” Faremo il possibile per far riprendere il campionato”

Il presidente della FIGC, Gravina,  intervistato su Radio Marte, nel corso della trasmissione sportiva “Si gonfia la rete”,  condotta dal giornalista napoletano  Raffaele Auriemma ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

E’ nostra intenzione  programmare delle date plausibili per far ripartire il campionato al fine di donare  una speranza a tutti coloro che amano questo sport. Oggi, purtroppo possiamo soltanto stilare un programma, fare una specie di censimento sulla situazione di crisi nello sport in generale. Noi come Federazione  stiamo tentando di mettere insieme tutti gli elementi ed i progetti in modo tale da essere pronti per riprendere le attività agonistiche nel caso si risolva per tempo questa emergenza. Concludere qui la stagione sarebbe devastante in tutti i sensi. Davanti alle difficoltà io non mi arrendo mai, quindi fino a quando avrò la possibilità, conserverò la speranza di far ripartire i campionati. Sono, tuttavia  cosciente  che è prematuro pensare a una data precisa, dobbiamo sperare che questa pandemia nel più breve tempo possibile. Proveremo a fare il massimo anche con il supporto delle massime istituzioni internazionali, mi riferisco alla Uefa e alla Fifa, per andare oltre il 30 giugno, sfruttando anche luglio e agosto. Il calcio nonché  lo sport, si basano sul valore del confronto e dell’agonismo, per cui  deve esserci sempre il verdetto del campo. Porteremo avanti la nostra idea e se dovessimo arrenderci per forza maggiore lo faremo con l’onore delle armi. Il nostro paese ha maggiore difficoltà nel recupero perché abbiamo 13 gare da portare a termine  e probabilmente si dovranno inserire pure  le partite delle coppe internazionali. Oggi a prescindere da  come andrà a finire, ne parliamo perché è giusto farlo, ma dobbiamo concentrarci innanzitutto sul fatto che a partire dal campionato 20/21, il calcio possa ricominciare con entusiasmo e  con una nuova filosofia. Assegnazioni a tavolino o annullamento definitivo sarebbero una nostra sconfitta. Permettetemi ancora di rinunciare a fare riflessioni che portano a una conclusione del genere. Finché sarà possibile, continuerò a rigettare questa ipotesi”.

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