Gli interventi di Pietro Lo Monaco, Antonio Giordano e Renzo Ulivieri a Radio Marte

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Pietro Lo Monaco, consigliere FIGC.
“Zaccagni? Buon giocatore, ha fatto una trafila notevle nelle categorie minori. Di Lorenzo? Quando era al Matera ho trattato per prenderlo ma chiedeva una cifra che in Serie C non si poteva spendere. Poi il Napoli l’ha preso dall’Empoli, che è sempre una vetrina cara.
Piano B o C per chiudere la stagione? Non si è parlato di questo, anche perché l’idea assoluta è quella di andare avanti, gestendo il nemico del COVID-19. Nella gestione ci sono ovviamente delle situazioni antipatiche. Magari un piano B c’è ma per ora si tratta di chiacchiere, è inutile fare discorsi che non servono a niente. In questo momento si sta giocando e l’idea è continuare a giocare.
Bilancio dei primi due mesi di Gattuso? Assolutamente positivo sotto tutti i punti di vista. Bisogna dargli atto che ha rivitalizzato una rosa intera. Sono contento abbia dato nuova linfa a Lozano, anche se in qualche modo lo vedo sempre sacrificato. In Olanda ha fatto cose importanti, così come il Messico. La sua collocazione ideale è a sinistra ma il Napoli ha un mostro sacro come Insigne. Lui si sta arrangiando a destra ma lo sta facendo con autorità. Lozano è sempre stato un finalizzatore, vederlo fare il cross vincente per Osimhen vuol dire che sta facendo la strada giusta”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Giordano, giornalista
“Il Napoli ha avuto qualche passaggio a vuoto fisiologico e umano. Fiducioso sul ricorso? Non devo esserlo, devo aspettarmi semplicemente giustizia. L’attesa di una sentenza non dev’essere interpretata con pessismo oppure ottimismo. Se c’è un’autorità superiore come l’ASL, che ha il diritto e il dovere di decidere sulla salute e che impone a una società di calcio di non muoversi, bisogna ascoltare.
Strategia comunicativa di Gattuso? Non ne faccio un caso, nascondere le cose è inutile. Se mandi uno in tribuna devi spiegare perché. Se la scelta è così estrema gli allenatori ne parlano. Gattuso sta usando un metodo più o meno personale che secondo me è condivisibile. Serve l’umiltà di chiedere scusa e ricominciare. Dibattiti sul modulo? Si fanno a Roma come a Palermo. Le prossime partite del Napoli definiranno le gerarchie e ci spiegheranno se veramente questo campionato può diventare rivoluzionario. Le due sentenze che possono arrivare potrebbero cambiare la fisionomia della classifica”.

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Renzo Ulivieri, Presidente AIA
“I dati di Gattuso al Napoli sono importanti, a tratti propone anche un gioco divertente. C’è manovra offensiva, palleggi, uscite dal basso: è una squadra completa. Il Napoli ha valutato il lavoro di Gattuso finora, credo sia stata fatta una scelta giusta con il rinnovo. Possono crescere entrambi? Secondo me sì. Strategia comunicativa di Gattuso? Non si può fare sempre ma qualche volta si fa. I calciatori sanno che lui è un uomo onesto, che non spara mai alle spalle. Se uno ti chiede la ragione, la dici in modo chiaro. Qualche volta arrivi alla fine di una partita nella quale un giocatore ha fatto male e ti domandano della prestazione, a volte magari si parla di partita oscura. Quando un allenatore dice così vuol dire che ha giocato male. Questi cambiamenti comunicativi fanno parte della logica e del capire il momento. E lui in questo è molto bravo.
A Firenze tutta la città non poteva più vedere il 3-5-2, non lo sopportava più. Da fuori ci sono sensazioni particolari: gli allenatori devono andare avanti per la loro strada. Consiglio Federale, cosa si è discusso? Noi stiamo facendo una brutta figura, come ha detto Gravina ieri, per la questione delle ASL. Chiediamo che ci sia uniformità di fronte alle stesse problematiche, se no si rischia di fare brutte figure. Sentenza su Juventus-Napoli? Non so, di primo impatto la cosa non mi era garbata ma bisognerebbe entrare dentro e non ho gli strumenti per giudicare.
Tantissimi allenatori italiani in Serie A? Fonseca è l’unico straniero ma si sta italianizzando, mi raccontava che all’inizio aveva avuto difficoltà tattiche come mai prima d’ora, spiegando che aveva fatto fatica”.

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