A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Alberto Maria Picardi, giudice.
“Cosa può accadere al CONI e al TAR? Dal punto di vista di una mia previsione, al 90-95% sarà confermato il rigetto. E’ difficile che davanti a una doppia pronuncia conforme che il Collegio di Garanzia del CONI possa cambiare sentenza. Al di là dell’aspetto statistico però in sede di Collegio di Garanzia non si può rivisitare e reinterpretare i fatti. Si tratta di un organo di legittimità che deve guardare il diritto ma non i fatti così come ricostruiti dai giudici. Fatta questa premessa e preso atto dei limitati margini che ha il CONI in questo caso, l’unico spazio che io penso possa residuare è il concetto tecnicamente aberrante per quanto mi riguarda della creazione di un principio di diritto che non esiste in millenni di civiltà giuridica. La sentenza si basa tutto sull’aspetto di diritto che non esiste, un principio di diritto che spiega che non può essere invocata la forza maggiore dai soggetti che si predispongono a non adempiere, prima appunto della causa di forza maggiore. Si parla di grave scorrettezza sportiva del Napoli. Io credo che il margine ci sia e sia pure piuttosto grosso. Se si vuole andare a fondo, io credo che il CONI non possa non evidenziare che le due sentenze precedenti hanno creato un principio di diritto che non esiste. E’ corretto che il Giudice di merito sportivo indaghi profili di scorrettezza. Ma i Giudici di merito non erano chiamati a decidere su questo ma sulla forza maggiore, una causa oggettiva che si applica a prescindere dalle condotte. Il Giudice non può andare a condannare la società perché si è comportata scorrettamente”.
A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Antonio Corbo, giornalista.
“Sentenza Napoli? Livore di un sistema che si è sentito tradito. Un gruppo di soci – i club di Serie A – hanno concordato un protocollo che dovrebbe essere un salvacondotto per portare a termine il campionato ed evitare il fallimento di alcune società. Il Napoli è considerato come uno che si è sfilato da questo fatto obbedendo alle disposizioni dell’ASL, è stato una specie di tradimento. Quindi ora c’è il rancore di un sistema che indica il Napoli come traditore. Ora si capisce che il sistema è saltato, ora c’è solo la difesa caparbia e testarda del sistema stesso.
Premessa: il Napoli è stato trattato come non si tratta un club. E’ stato offeso il concetto più alto del diritto. Ci sono espressioni inaccettabili nella sentenza e il Napoli può protestare vivacemente in tutte le sedi possibili. Detto questo, io credo che il Napoli abbia sopravvalutato le sue ragioni e sottovalutato l’impegno. Il Napoli doveva presentarsi con una difesa molto più attrezzata. Se dall’altra parte ci sono giuristi eminenti, bisogna andare a confliggere con questo schieramento (che ha un po’ di prevenzione) con giudizi di tale profili che debbano essere ascoltati con grande attenzione. Io credo che la corte non abbia ascoltato l’arringa dell’avvocato Grassani.
Napoli è una specie di culla del diritto: se dall’altra parte trovi Sandulli, un giurista di alto profilo, devi andarci con uno straprofessore universitario. Non faccio nomi per non fare pubblicità. Bisogna presentarsi con avvocati tali da mettere in imbarazzo la corte. Da Juventus-Napoli è passato più di un mese e non si affronta il nodo giuridico centrale della questione: l’ASL è preminente sul protocollo della Lega o no?”.
A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto il professor Francesco Fimmanò, ex membro della Corte d’Appello FIGC.
“Possibilità di ribaltare la sentenza? Indubbiamente questo provvedimento va un po’ oltre. Ma da qui alla diffamazione ce ne passa. Il Giudice Sportivo parla di limiti delle sue competenze nella sua sentenza, altrove valgono altre regole. Il tema vero è di tipo sportivo: se iniziava a succedere questo in ogni dove, era finito il campionato. Quando si arriverà a un grado di giustizia che ha regole di tipo ancorate all’ordinamento, sarà un’altra storia. La sentenza di Sandulli è andata ad ancorarsi all’illecito sportivo. Anche se per assurdo il Napoli avesse avuto anche motivazioni di quel tipo, sarebbero state legate a cose umane o legittime. Il Giudice Sportivo ha la competenza di valutare la forza maggiore con criteri diversi da quelli del giudice ordinario. La mia sensazione è che quando il campionato non sarà più in pericolo, la partita si giocherà.
Vedo tutta questa storia un po’ ingigantita, per me alla fine il Napoli avrà ragione. Io credo che ci sarà pure una fase amministrativa. Certamente la sentenza di ieri non aiuta ma io stesso avevo detto che la sentenza di Mastrandrea non era scandalosa. Si parla di premesse varie in termini sportivi, perché non si vuole entrare nel merito”.