AMARCORD: Atalanta-Napoli, caccia alla Dea!

Sfida tradizionalmente ostica per il Napoli, in particolare per il salto di qualità che gli orobici hanno palesato da un paio di anni a questa parte, per non parlare della recente eliminazione subita recentemente in Coppa Italia. Eppure in tempi recenti il Napoli è tornato vittorioso da quello che oggi si chiama Gewiss Stadium; il 2 dicembre 2018, successo per 2-1, al vantaggio di Fabian Ruiz rispose Zapata prima del gol vittoria di Milik all’85°. Il 21 gennaio 2018, gli azzurri tornarono al successo grazie al diagonale di Mertens in una gara piuttosto equilibrata. La stagione precedente l’Atalanta era stata la sola avversaria a vincere il doppio confronto con gli azzurri battendoli, sul proprio campo, il 2 ottobre 2016 con la rete di Petagna (sconfitta che a Sarri non piacque affatto). L’ultimo incontro si è giocato la scorsa estate con un Napoli che nulla avendo più a chiedere alla stagione è uscito sconfitto per 2-0. Rivedendo la partita si palesano alcuni fantasmi che adesso volteggiano sinistramente sul campionato degli azzurri: 1) Ospina costretto ad uscire in barella per un infortunio al capo nel corso di un’offensiva dei padroni di casa e le due reti, nate entrambe da evidenti responsabilità della difesa, che nella ripresa hanno visto Pasalic e Gosens andare in gol indisturbati.

Altra storia il 20 dicembre 2015 con il Napoli vittorioso per 3-1, penalty di Hamsik, pari della Dea dopo soli due minuti col Papu Gomez e la doppietta di Higuaìn. In quei tempi, a parte un anno in B per gli orobici, due pareggi e due sconfitte. Il 29 ottobre 2014, finì 1-1 Denis e Higuaìn. Identico punteggio il 27 novembre 2011, ancora in gol El Tanque, azzurri a segno con Cavani in pieno recupero. Il 31 ottobre 2012 successo dei padroni di casa grazie alla rete di Cazzola.

Il 2 febbraio 2014 fu una delle peggiori partite nella stagione del Napoli; un 3-0 senza storia, doppietta di Denis e gol di Moralez, frutto di tre mega regali della difesa azzurra. Errori a parte, la sconfitta fu figlia di un fallimentare turnover di Benitez.

Altri tempi quelli che riportano alla mente l’8 aprile del 1990, match determinante per il secondo scudetto. La moneta da 100£ che colpì Alemao permise al club di Ferlaino di presentare reclamo ottenendo così la vittoria a tavolino. Con quei due punti Il Napoli agganciò il Milan in vetta alla classifica al quartultimo turno della stagione.

Azzurri sconfitti nella stagione 2008-09 quando gli orobici si imposero 3-1 ottenendo però il successo solo all’ultimo minuto. Tutte nella ripresa le quattro reti: Ferreira Pinto e pari di Hamsik su rigore fino all’89° quando Manfredini e poi Floccari, in pieno recupero, regalarono il successo ai bergamaschi. Ancora più netta la sconfitta nel campionato precedente quando il Napoli matricola fu travolto 5-1. Al secondo minuto della ripresa l’Atalanta era già sul 4-0, del Pampa Sosa il gol della bandiera prima della manita di Ferreira Pinto.

Atalanta e Napoli si sono incrociate anche in Serie B ed il 28 febbraio ’99 finì 1-1 con due ex a segno: vantaggio napoletano di Scapolo, pari atalantino di Caccia e, l’anno successivo, promozione alla fine entrambe le compagini, vide i padroni di casa vincitori 1-0 con gol di Doni. Un’altra sfida in Serie B, nel novembre 2003, finì a reti bianche.

Il Napoli di Maradona a Bergamo fu sconfitto il 28 ottobre 1984 per 1-0, gol di Soldà. Per il resto furono tre pareggi, due 0-0, un 1-1 con reti di Maradona e Nicolini  e l’1-0 firmato da Giordano nell’anno del primo scudetto. Da riportare anche l’1-1 della stagione 1991-92 con le marcature di due giocatori che non hanno certo segnato un’epoca nei due club: Silenzi ed il brasiliano Bianchezi, soprannominato Careca III.

Antonio Gagliardi

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