Gli interventi di Paolo Bargiggia, Massimo Giletti e Sergio Pellissier a “1 Football Club”

Paolo Bargiggia a 1 Football Club” su 1 Station Radio: Juve e Atalanta in crisi causa allenatori. Sarri ha subito il gioco del Milan. Su Roma e Inter…”

La nota negativa della giornata è la crisi della Juventus, determinata non solo da numeri e risultati ma anche da identità e di gioco – queste le parole di Paolo Bargiggia, giornalista esperto di calciomercato, nella sua rubrica Parola di Bargiggia” durante 1 Football Clubtrasmissione prodotta dalla testata IlSognoNelCuore” e condotta da Luca Cerchione, in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio  Allegri non sta incidendo sotto questo aspetto, la società ha grosse responsabilità avendo buttato via due progetti con Sarri e Pirlo. Agnelli ha mantenuto in piedi la società con le plusvalenze degli ultimi anni, ma già con Ronaldo hanno commesso un disastro. Max non aveva idee di calcio in precedenza, e lui è rimasto ancorato ai suoi concetti in questi due anni da fermo. La crescita di un progetto deve partire dal gioco, e il loro restare dietro la palla non è un buon segnale per il calcio italiano. Atalanta? I nerazzurri di Bergamo sono la sorpresa in negativa di questo inizio stagione. Le modalità di interazione di Gasperini stanno intossicando lambiente, creando una crisi di rigetto come accaduto a Genova. Il tecnico ha due problemi: la continua ricerca di alibi e lo strappo con la società, avendola criticata post Fiorentina per non avergli acquistato attaccanti nonostante Zapata e Muriel. Inter? Bella squadra, non ammazzerà più le partite come con Lukaku ma con un gioco più di qualitàÈ una bella realtà, sono riusciti a superare luragano del mercato. Milan? Giocano il miglior calcio in proporzione al rendimento, aiutato dalla coerenza sul mercato, a differenza di Juventus e Lazio, non avendo cambiato progetto. Hanno inserito delle pedine utili al progetto. Non mi aspettavo, però, che Sarri subisse il Milan in termini di gioco. Roma? Può dire la sua in questa stagione, lo spirito di Mourinho in Serie A può entrare nella testa dei calciatori. Ancora non sappiamo che identità hanno ma riescono ad assimilare i concetti dellallenatore in termini di determinazione e danno il 100% in campo. In Premier José faceva fatica in questo perché erano di un livello superiore.

Juventus, Giletti 1 Football Club” su 1 Station Radio: “Ci sono evidenti difficoltà, non solo di natura economica ma anche tecnica: il centrocampo è carente e c’è bisogno di più umiltà”

I problemi non nascono mai per caso, gli addii di Marotta e Allegri fecero già capire che sarebbero avvenuti dei cambiamenti. Inoltre, ci sono anche altre situazioni: la Juventus è di Agnelli ma devi comunque sempre bussare alla porta di Exor, gli Elkann – queste le parole di Massimo Giletti, conduttore La7, ai microfoni di 1 Football Club, trasmissione prodotta dalla testata IlSognoNelCuore” e condotta da Luca Cerchione e Paolo Bargiggia, in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. Hanno cambiato tre allenatori in tre anni, e non si era mai visto. Sono in evidente difficoltà, non solo economiche. Il Covid sotto questultimo aspetto non ha aiutato, specialmente con la spesa di Ronaldo, e la modalità dacquisto di Locatelli lo dimostra. Devi avere il coraggio di difendere le scelte, non puoi buttare via due progetti, Sarri e Pirlo, in quel modo, altrimenti significa che non eri sicuro. La progettualità sta anche in questo, ma soprattutto nel comprare i giocatori giusti. Puntando tutto su Ronaldo, hai creato lacune in altre zone di campo. Manca completamente il centrocampo, i campionati europei si vincono con il gioco di squadra non con i soli Cr7. Questo non lo vedo nella Juventus. Il Milan, ad esempio, ha avuto continuità di progetto. Maldini è sceso in campo quando erano in difficoltà e lo ha difeso, ora giocano un ottimo calcio. Ci sono momenti in cui devi avere il coraggio di dire, dopo 9 scudetti vinti, di dover pensare al futuro, non comprando chissà quali giocatori ma costruendo. A lungo andare questa filosofia porterà i suoi frutti. Nei momenti duri ci si compatta, dalle sconfitte si cresce e credo che questi ragazzi siano abituati a vincere troppo facilmente, devono avere la capacità di capire che sono prima degli uomini. Szczęsny? I suoi errori sono stati decisivi, ma anche lanno scorso ne ha commesso di diversi. Sono almeno tre i punti che hanno perso a causa sua. Va messo in panchina per dargli un segnale.

Ibra, Sergio Pellissier a 1 Football Club” su 1 Station Radio: Fa ancora la differenza grazie alla sua personalità. Sorpresa Serie A? La Juventus, ma in negativo

Sono convinto che la qualità, la persona, non ha età. Se sai cosa fare, se sei convinto di poter dare il contributo che credi, la maggior parte delle volte fai la differenza e Ibrahimovic la sta facendo. La testa, in questi casi, è fondamentale. Personalmente, ad esempio, non ho mai badato alla cura del fisico, sono andato avanti solamente con la mia mentalità. Non è un caso che quelli con personalità, che credono nella propria forza riescano a fare ciò che fa Ibra – queste le parole di Sergio Pellissier, presidente dellFC Chievo 2021, ai microfoni di 1 Football Club trasmissione prodotta dalla testata IlSognoNelCuore” e condotta da Luca Cerchione e Paolo Bargiggia, in onda dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 13:00 su 1 Station Radio -. La più bella realtà in Serie A di queste tre giornata e la più negativa? Sassuolo e Udinese, sicuramente le più positive. Quella negativa, la Juventus. I bianconeri subiscono tanti gol e per loro è una stranezza. Le neopromosse, come era prevedibile, fanno fatica, questo perché la Serie A è completamente diversa dalla B. Laspetto più bello è che ci sono tante squadre sullo stesso livello, è un campionato che non ha un club principe. Casting Chievo? Non mi aspettavo tanta presenza, sono arrivati in 150 a fare il provino, e abbiamo ricevuto oltre 300 email da tutta Italia e qualcuna dalla Germania. Non è facile costruire una squadra  in due settimane perché non possiamo pagare giocatori come se fossero in A, partiamo dalla terza categoria, ma speriamo di riuscirci al meglio prima dellinizio del campionato. Mi auguro che i tifosi vengano a sostenerci. Il nome del Chievo è della famiglia Campedelli, il mio obiettivo è creare una società nuova perché quello labbiamo perso.

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