Gli interventi di Giovanni Cobolli Gigli, Massimo Morales e Domenico Panico a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente della Juventus. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.
Juve non sufficiente. Più demeriti Juve o meriti Napoli?
“Non ho visto la partita. Da quello che ho visto e letto, è stata un po’ la Juventus che abbiamo già visto. Parte bene, poi si siede e cala. Nel secondo tempo il Napoli è stato davvero agguerrito. Fortunatamente Chiesa ha fatto gol e ha ottenuto il pareggio. Ma non basta. Il tifoso Cobolli Gigli non è contento. Spero ancora nel quarto posto ma le altre restano distanti”.
Sul mercato e Morata
“Bravo ragazzo, tanta volontà ma vive alti e bassi. Allegri ha dichiarato che vuole tenerlo. Non ha senso cambiare se non hai la certezza di migliorare. Non credo che la Juventus farà mercato, non ci sono i soldi. Ritengo difficile che la Juve faccia più di un acquisto”.
Sul rinnovo di Dybala
“Dybala non vive un grande momento fisico. In passato non gli è stato dato il tempo di recuperare davvero dai problemi fisici. Sul rinnovo, da tifoso dico che vorrei vederlo rinnovare perchè credo che possa dare ancora tanto. Da ‘presidente’ mi farei qualche domanda. La Juventus ha bisogno di un Dybala davvero presente”.
Su Kean
“Temo che si sia lasciato un po’ andare come persona. Gli manca un po’ di equilibrio educativo che un grande giocatore dovrebbe avere”.
Se fosse ancora presidente farebbe ricorso per i giocatori del Napoli che erano ‘isolati’?
“Credo di sì. Tutta la situazione con le ASL non si capisce. Le società sembrano accettare queste strane decisioni ma poi, ad un certo punto, capirei se qualcuno si dovesse incazzare. Passatemi il termine”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Massimo Morales, allenatore e storico ex vice di Giovanni Trapattoni. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.
In uscita il suo libro ‘L’ombra del mister’. Ci saranno aneddoti con il Trap al Bayern?
“E’ un libro biografico. La mia vita è principalmente calcio, ma non ci sarà solo calcio. Ci sono momenti profondi della mia vita. Non è un libro solo per appassionati sportivi, ma per ogni tipo di lettore”.
Perchè il calcio italiano è così indietro?
“Perchè andiamo con una marcia in meno. In Italia abbiamo l’Atalanta e l’Inter che, dal punto di vista fisico, hanno certi ritmi ma le altre non mi sembrano a quel livello di intensità. Da tifoso neutrale a volte mi annoio. In Italia abbiamo mancanza d’unità d’intenti, che trovi invece in Inghilterra e Germania”.
La gestione dei settori giovanili
“Si salvaguarda poco il prodotto italiano. Bisognerebbe avere un numero minimo di giocatori nati nel nostro paese. Si punta poco sui giovani e ripeto quanto dicono già in molti sul fatto che, nei settori giovanili, si punta di più sugli stranieri”.
Un commento sugli allenatori della Serie A attuale
“L’Inter sta facendo bene. Conte ha vinto lo scudetto e Inzaghi continua a migliorare la squadra. Il Milan di Pioli gioca bene, anche ieri ha fatto vedere che attacca anche quando va in vantaggio. Poi c’è l’Atalanta che ormai la conosciamo tutti. Spendo una parola d’apprezzamento anche per Italiano e per il lavoro che sta facendo alla Fiorentina”.
Insigne ultima bandiera italiana che lascia
“Scelta personale che va rispettata. Insigne è un ottimo giocatore ma, in Europa, non mi sembra che c’è chi gli abbia offerto le cifre che gli hanno offerto i canadesi, quindi credo abbia fatto bene il Napoli a non svenarsi. Dal punto di vista sportivo andrà ad abbassare il livello”.
Commento su Mourinho, Allegri e Spalletti
“Spalletti sta facendo un ottimo lavoro, forse penalizzato dai tanti infortuni. Al Napoli fa bene l’allenatore ‘da campo’, senza quei discorsi che faceva all’Inter. Mourinho è stato per anni il mio idolo, ma quello di ora è superato: è la copia di se stesso. Non dà più quella carica. Allegri ha fatto vedere nella carriera di saper vincere quando ha grandi giocatori, ora è più difficile. Alla fine noi allenatori possiamo essere bravi o no, ma se non hai i grandi campioni fai sempre fatica”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Domenico Panico, allenatore del Pomigliano femminile. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.
Pomigliano può crescere negli anni, anche a livello maschile?
“La società ha grandi ambizioni. La squadra femminile ha raggiunto la Serie A e ora dobbiamo tenerla stretta. In futuro non so, ora siamo concentrati su questo obiettivo della salvezza. Siamo la voce fuori dal coro del girone di A”.
Cosa può dare la Mastrantonio (nuovo acquisto Pomigliano Femminile, ndr)?
“Ci serviva un centrocampista centrale che potesse dettare i tempi. Ella si è mostrata subito all’altezza, abbiamo deciso con la società di tesserarla. La dirigenza non lascia nulla al caso. Prendiamo una calciatrice importante, con un grande curriculum e può darci davvero una grossa mano”.
Dopo Juventus-Napoli arriva Pomigliano Femminile-Juventus Femminile. Come si approccia la sfida?
“Può sembrare un controsenso ma è una delle partite più facili. Non abbiamo nulla da perdere, affrontiamo la Juventus a casa nostra. Io credo che, a livello femminile, la Juventus faccia uno sport a parte. Ha 23/24 giocatrici di livello internazionale, con un grande tecnico che è arrivato ai quarti di Champions League. Venderemo cara la pelle; sono forti ma nel calcio mai dire mai”.
A fine campionato il Pomigliano sarà ancora sopra al Napoli?

Commenti