Gli interventi di Raffaele Di Fusco, Roberto Bordin e Giuseppe Bruscolotti a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla morte di Rincon
“Sono triste. Era un ragazzo di un’allegria unica, ma soprattutto di una chiarezza bellissima. Era solare, una persona a modo oltre che un bravo giocatore. Quando ci giochi assieme tutti i giorni apprezzi le doti tecniche, poi è negli incontri sporadici fuori dal campo che si apprezza la persona. Freddy si faceva apprezzare da tutti, era corretto, leale e chiaro. Veramente, è stata una brutta notizia”.
Un ricordo dell’esperienza al Napoli con Rincon
“In campo scherzava molto. La nostra era una squadra fatta di giovani emergenti, come Cannavaro e Pecchia, ma anche di persone esperte, c’era il ‘Condor’ davanti, Benny Carbone ecc. Non era una squadra tra le più forti perché il Napoli non poteva spendere troppo, ma era una squadra allegra e che si divertiva. Freddy era uno di quelli, nonostante era un gigante era buono. Una delle poche persone per bene nel calcio”.
Quanto è importante avere personalità così sane in un gruppo?
“Certo, è importante. Quando hai un gruppo il rapporto umano non poteva essere come quello professionale. Fuori dal campo si è amici, ma non avresti dato l’anima per tutti. Ma credimi, per uno come Freddy l’avresti data. Si faceva voler bene, era disponibile ed era uno che diceva il suo pensiero sempre. Mi piacciono le persone che dicono in faccia anche le cose che non ti piacciono. Come si può non apprezzare una persona così pulita… Diceva le cose che riteneva giuste secondo il suo pensiero. Ho un bel ricordo della persona. Il professionista lo abbiamo apprezzato tutti. Sapevo di questo incidente, ma speravo si concludesse in modo diverso”.
Rivedi in quel gruppo lo spogliatoio di oggi nel Napoli?
“Sì, ma per due ragioni diverse. In quel gruppo di allora facemmo il massimo, mentre il Napoli di oggi ha dimostrato varie volte di essere forte. La caratteristica predominante del gruppo è stata la risposta in campo dopo le sconfitte. Lunedì mi aspetto una risposta importante. Oggi dico che nessuna delle tre vincerà tutte le gare che rimangono. Cambierà ancora la classifica. Spero che il Napoli dia la stessa risposta che ha dato dopo le sconfitte pesanti. Se noi riuscissimo ad esprimere il nostro gioco anche con grande merito di Spalletti, siamo la squadra più forte del campionato. Dipende però come ci arrivi alla fine. C’è la condizione fisica, che stiamo pagando. Vedi Fabian Ruiz, che ha la pubalgia e non è semplice. Anche lo stesso Zielinski, che alterna il ruolo di trequartista, che secondo me non può fare, e centrocampista. Queste cose hanno determinato il calo del gioco. Se vogliamo parlare della gara con la Fiorentina…lì abbiamo concesso il secondo ed il terzo gol per errori nostri, pur ammettendo che la Fiorentina ha meritato”.
Zielinski non rende bene da trequartista: è una critica a Spalletti?
“Sì, lo è. Lo dissi con il Milan, mi aspettavo che nel secondo tempo ci mettessimo a tre. Questo è solo il mio pensiero. Però penso che in questo momento, chi ha il polso della situazione è Spalletti. Se si hanno difficoltà a centrocampo servono i muscoli di Anguissa. Continuo a dirlo: Zielinski non è un trequartista, anche se sa giocare bene. La sua forza sono i tempi di inserimento, il saltare l’uomo, ma se ti trovi di spalle è difficile e non lo sfrutti al 100%. Lui ci sta mancando da un po’. Serve un’alternativa in suo aiuto, perché io non farei mai a meno di Zielinski. Se hai Anguissa e Fabian Ruiz nelle condizioni migliori si è visto che il centrocampo a due funzionava bene. Se rientrano bene quei due si può sognare. Ma quando non hai quei due hai la carta Zielinski, che nasce per giocare in quel ruolo”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Roberto Bordin, ex calciatore del Napoli ed ex allenatore della Moldavia. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Sulla scomparsa di Freddy Rincon
“È una giornata triste. Ho avuto la fortuna di giocare con Freddy. Era forte e potente sul campo, era estroso ed era sempre presente nello spogliatoio. Si perde una persona che ha fatto tanto per il calcio. Era riservato ma aveva sempre una parola per tutti”.
A chi lo paragoneresti?
Senza fare nomi ma lui aveva una progressione incredibile. Era estroso e veloce, la sua fisicità ha fatto tanto, ma poteva inventarti qualsiasi tipo di cosa. Era eccezionale come persona, parlava con tutti e non faceva mai nulla di “fuori posto”.
Che ruolo ricopriva Rincon nello spogliatoio?
“Il rapporto era molto buono, portava sempre la sua famiglia. Era una persona riservata ma squisita. A volte tirava fuori la sua pillola di saggezza anche vista la sua esperienza. Quando interveniva tutti lo ascoltavano perché poteva caricare l’ambiente a fare bene. In campo lo dimostrava, era un trascinatore. Quando una persona viene a mancare non pensi al calcio, ma alla famiglia”.
Il Napoli di allora aveva una marcia in più rispetto a quello attuale? Il Gruppo?
“Quel gruppo ha fatto cose belle, sempre in un contesto di un gruppo davvero forte. Quest’anno però a livello tecnico è una squadra top in Italia. Vero che la sconfitta con la Fiorentina lascia l’amaro in bocca, ma se ci sono problemi verranno risolti nello spogliatoio. Mancano altre partite e te la devi giocare. Questo è il momento di fare gruppo. Spalletti ha sempre tenuto compatto il gruppo, e chi entrava in campo ha sempre dato il massimo. Una battuta d’arresto ci può stare, anche se è un peccato. Qualche percentuale in meno c’è per lo Scudetto, ma ce la si giocherà fino alla fine”.
Su Zielinski nel 4-3-3
“Potrebbe dare benefici, sì. Ovvio che l’allenatore che lo vede tutti i giorni fa le scelte migliori. Chiaro che alcune posizioni possano essere modificate. Lui è un centrocampista moderno, offensivo. I moduli in campo cambiano, e Zielinski deve essere lasciato libero, perché ha la qualità dello smarcamento e di fare la giocata importante. Zielinski è un giocatore il cui estro va lasciato libero. Il ruolo di mezz’ala può essere importante per lui”.
Come vedi Mourinho? Pensi che sia superato come allenatore?
“Superato? No. Lui è stato forte perché è Mourinho, ha vinto tutto. Qui è giusto prendere spunto da qualche allenatore che ti ha allenato, e succede tutt’oggi, ma ci devi mettere del tuo. È giusto che ci si metta qualcosa di proprio, ognuno ha le proprie idee, e su quello Mou è unico, come Lippi e Sacchi. È giusto prendere qualcosa da ognuno, condividerle e metterle nel proprio bagaglio personale della propria carriera”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Giuseppe Bruscolotti, ex calciatore del Napoli. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di calcioinpillole.com.

Quanto ti fa ridere la vecchia dichiarazione di De Laurentiis sull’età di Albiol dopo la sua prestazione in Champions?
“Inutile tornare su cose che è preferibile non commentare. Albiol e il suo valore è sempre stato riconosciuto ed è un signor giocatore. Nonostante gli anni è sempre presente a guidare quella squadra. Manolas fu preso come sostituto? Non era tra i migliori ai tempi, anzi, era uno dei peggiori. I valori non vengono attraverso la stampa, ma attraverso quello che si fa in campo”.
Sul rinvio di Bologna-Inter e di altre partite: falsa il campionato?
“Gran parte del campionato è falsato per vari motivi, anche in virtù del Covid. Tra chi ha giocato e chi non… inutile tornare su queste polemiche. Vedremo. Ormai è deciso, noi non possiamo cambiare le date. La cosa importante è non lasciare niente di intentato. Ci sono ancora tante partite e tanti punti a disposizione, quindi è doveroso lottare fino in fondo”.
Spalletti deve cambiare modulo dopo la sconfitta contro la Fiorentina?
“Ha portato sempre innovazione. In ogni partita ha trovato sempre qualcosa di diverso. Credo che ci sarà il rientro di Anguissa, che è stata un’assenza importante. Abbiamo visto che in mezzo abbiamo pagato tantissimo”.
È sostenibile il modulo con Ruiz in mediana senza Anguissa?
“I moduli li fanno i giocatori. L’allenatore dà le indicazioni, ma se non ti muovi e non corri…i responsabili sono sempre i giocatori”.
Sulla morte di Rincon: rispecchia le caratteristiche di Osimhen?
“È stato un grandissimo giocatore, e vedendolo solo in televisione posso dire questo. Sul resto non so dire di più. Mi dispiace tantissimo, quando si perde la vita così fa male. Lutto al braccio? Non lo so, è giusto che decida la società cosa fare”.

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