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Gli interventi di Thomas Bertold, Mirko Valdifiori e Stefano Cuoghi a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Thomas Bertold, ex calciatore, fra le tante, di Roma e Bayern Monaco. Di seguito un estratto realizzato dalla redazione de IlSognoNelCuore.com.

Il Bayern vuole fare spesa in Italia: de Ligt e Osimhen su tutti…
“Per il difensore della Juve credo si possa fare, perché hanno bisogno di un calciatore in quella posizione di campo. Per il resto non voglio commentare, mi sembrano solo indiscrezioni”.
Serie A cimitero di elefanti?
“Vi dico la mia: negli ultimi cinque anni, il calcio europeo sta andando in una strada ben definita. La Premier League è un campionato oramai irraggiungibile, ma la Serie A deve puntare su calciatori migliori per poter stare al passo degli altri top campionati. In Italia mancano idee? Beh, se guardiamo a Spagna o Francia, per non parlare di Inghilterra e Germania, la Lega Calcio ha un solo uomo al comando, mentre in Italia ogni dieci giorni c’è qualcuno che rilascia dichiarazioni. Mi sembra ci sia molta confusione”.
Che ne pensi di Jovic?
“Un uomo da area di rigore, non ha grande velocità ma sa fare gol. Non è un bomber che faccia reparto da solo, ha bisogno di un compagno. Se rispettiamo queste prerogative, può fare davvero bene”.
Bayern colpo Manè
“Un colpo grosso sia per la Bundesliga che per il Bayern. Il Liverpool voleva tenerlo a tutti i costi, ma sono riusciti a convincerlo. Un calciatore molto fisico e con grande continuità di prestazioni, davvero un colpo di livello”.
Capitolo Roma: Mourinho e tifosi un po’ delusi dal mercato
“La capitale è un posto particolare, i tifosi portano una pressione spropositata. Oggigiorno i calciatori vanno dove sono i soldi, quindi si scegli prima la Premier League, pertanto bisogna che lo capiscano anche i supporters capire anche questo”
Il campionato turco è formativo? Kim Min Jae può essere pronto per il Napoli?
“Ci ho giocato in Turchia, e nonostante il campionato si sia alzato di livello, non è ancora formativo per chi vuole fare il grande salto in Italia. Su Kim, nello specifico, non esprimo un giudizio perché non lo conosco bene”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mirko Valdifiori, ex calciatore del Napoli. Di seguito un estratto realizzato dalla redazione de IlSognoNelCuore.com.

Il tuo futuro
“Da lunedì parto per Coverciano, inizio il corso di allenatore, ma se arriva una chiamata ritorno a giocare. Ho avuto qualche discorso con alcune squadre, vedremo. Per ora mi alleno con qualche compagno, poi vediamo. Differenza tra allenare e giocare? Sarà un percorso tutto da scoprire, non so cosa aspettarmi, anche perché penso di continuare a giocare. Fortunatamente sono ancora integro e non ho mai avuto grossi infortuni nella mia carriera”.
A Napoli sembra si stia aprendo un ciclo, ma c’è aria di pessimismo…
“La società aveva preannunciato il ridimensionamento, sono andati via giocatori importanti sia in campo che nello spogliatoio. Senza Insigne, Kalidou e forse Mertens perdi tanto. Rispetto a quando c’ero io, non è rimasto nessuno. Il pessimismo è normale quando perdi uno come Koulibaly, ma questo è il calcio: la società gli ha fatto una proposta, lui ha scelto un’altra strada, è giusto così”.
Zielinski non si è meritato la fascia di capitano: cosa gli manca per diventare un top player?
“Piotr ha delle doti incredibili e le ha anche dimostrate. Nella passata stagione è stato meno continuo del solito, ma ha tanta qualità e nei tre a centrocampo, come lo vuole mettere Spalletti, può fare la differenza. Il mister vuole far sentire la fiducia al ragazzo, e se lui è libero di testa farà grandi cose. Per la fascia non è un problema, c’è Di Lorenzo che ha grande personalità ed è stato scelto dal gruppo”.
Al Napoli c’è difficoltà di comunicazione tra il gruppo ed il presidente?
“Io credo che il presidente si confronti con Giuntoli. Quando c’ero io, il tramite con Adl erano i nostri procuratori, ma noi non ci siamo mai permessi di dare consigli sul mercato. Durante la mia esperienza, però, posso confermare che non ho mai avuto difficoltà a comunicare col presidente”.
Napoli-Dybala: qualora si facesse, cosa potrebbe dare l’argentino?
“Secondo me riporterebbe la voglia che adesso i tifosi stanno perdendo. Quello che potrebbe dare in campo lo sappiamo, perché è un calciatore fortissimo. Alle pendici del Vesuvio può diventare un idolo, amato e coccolato. Vediamo cosa sceglierà il ragazzo, ma il Napoli ha bisogno di fare un colpo importante per riportare entusiasmo alla piazza”.
Anguissa e Fabian
“Il riscatto di Anguissa è stato fondamentale. Quando è mancato, nella scorsa stagione, si è sentito. Anzi, secondo me c’è necessità di avere un sostituto con le sue stesse caratteristiche, anche se è difficile. Per quanto concerne Fabian, credo sia il caso di trovare un accordo, perché non sarebbe giusto se trascorresse l’ultima stagione in tribuna. Né per il ragazzo, né per il Napoli che si priverebbe di un gran calciatore. Mi auguro si trovi la quadra”.
Sarri alla Lazio
“I ragazzi ci hanno messo un po’ a capire i meccanismi di mister Sarri, perché erano abituati da anni a giocare a tre in difesa con Inzaghi. Adesso sono maturati tutti e credo che Vedremo una grande Lazio nella stagione che sta per iniziare”.
Anche De Vrij abituato alla difesa a tre: dobbiamo escluderlo dai papabili sostituti di Koulibaly?
“Anche lui è sempre stato abituato a giocare a tre, ma è forte ed intelligente e si può adattare in poco tempo a giocare a quattro. Bisognerebbe chiedere a Spalletti se lo valuta all’altezza, ed in quel caso credo che, sotto la guida del mister, per inizio stagione sarebbe già pronto. Faccio un grosso in bocca al lupo al Napoli per il campionato e non solo, sono rimasto legatissimo alla città e mi auguro arrivi qualche colpo di spessore”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Cuoghi, ex allenatore, fra le tante, del Parma vincitore della Coppa delle Coppe. Di seguito un estratto realizzato dalla redazione de IlSognoNelCuore.com.

Buffon ha ancora tanta voglia: questa è la chiave della sua longevità?
“Alla sua età, se non avesse degli stimoli particolari, avrebbe già mollato. Ma dobbiamo aggiungere che è anche un fenomeno, altrimenti non avrebbe avuto una carriera così importante e longeva”.
Quanto pesa nello spogliatoio un calciatore come Buffon o Ibra?
“Ibra lo ha dimostrato, anche lavorando part-time ha fatto la differenza e ha dato tanto al Milan. Una chioccia per i più giovani, ma anche uno stimolo per quelli più forti e smaliziati”.
La rosa del Napoli conta solo 127 presenze in Champions League…
“Per fare quella competizione ci vuole tanta esperienza, ma Spalletti è bravo a tirare fuori il meglio da ogni calciatore. Lui ha questa caratteristica importante che può bypassare la mancanza di esperienza. Tra l’altro la rosa azzurra non è ancora completa, potrebbero arrivare altri calciatori di spessore, ma Adl e Giuntoli sono bravi a prendere giovani validissimi”.
Possibile in Italia riuscire ad accorciare la distanza con i club europei?
“In questo momento bisogna fare di necessità virtù. Negli anni ’90 avevamo tantissimi palloni d’oro in Serie A, oggi vanno altrove, pertanto ci vuole tanto ingegno e competenza nell’andare a prendere giovani che possano diventare campioni. La strada è lunga, ci siamo adagiati quando eravamo i migliori ed ora ne paghiamo le conseguenze”.
Presidenti imprenditori avranno vita breve con l’arrivo dei fondi?
“Dipende dagli obiettivi. Iervolino può raggiungere tranquillamente l’obiettivo salvezza a Salerno, per il Napoli è più difficile perché punta a vincere lo Scudetto e ci vogliono capitali importanti. L’eccezione c’è sempre, come il Milan che, grazie a Maldini e Massara, ha vinto il tricolore senza grossi investimenti economici. Se non hai soldi, devi avere le idee”.
Quale sarà il futuro di Lorenzo Lucca?
“Ha fatto l’ultimo gol ad ottobre, credo che per essere un top, oggigiorno, possa bastare. Ai miei tempi, prima di arrivare nella massima serie o, peggio ancora, in Nazionale, dovevi fare una gavetta impressionante. Oggi i tempi si sono clamorosamente azzerati. Il ragazzo, nella fattispecie, deve crescere, è ancora giovane, ed il problema non è che non segni da ottobre, ma anche le prestazioni che ha fornito”.
Il portiere deve davvero saper giocare con i piedi?
“A Parma ho avuto Taffarel che era un centrocampista. A Luciano piace estremizzare, lo conosco bene, e quando ha parlato di portiere sulla lunette dell’area lo ha fatto di proposito. Io penso che il portiere debba, in primis, saper parare. Buffon non è bravo con i piedi, ma è stato il più forte italiano nel ruolo di tutti i tempi. Chiaro che il calcio moderno chieda la capacità di giocare la palla con i piedi, ma deve venire in un secondo momento. La cosa più importante è saper parare. Un po’ il discorso che faccio anche con i difensori: ci lamentiamo che le difese non siano più solide, ma si crescono ragazzini con la mentalità che debbano saper impostare il gioco, e, di conseguenza, non sono più bravi a difendere. Occhio alle estremizzazioni che, spesso, sono sbagliate”.

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