Gli interventi di Riccardo Cucchi, Carlo Nicolini e Stefano Caira a “1 Football Club”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Riccardo Cucchi, noto giornalista RAI. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Giudizio sull’avvio di stagione della Lazio? E il motivo dello scivolone in Europa? “Questo è uno dei difetti della squadra biancoceleste degli ultimi anni, parlo dei cali di concentrazione. Uno di questi è sicuramente avvenuto in Europa League in seguito alla sconfitta con il Midtjylland. Sarri ha parlato di un presunto ‘germe’, in riferimento a questo genere di situazione, non c’è allusione a nessun calciatore”. Cause delle difficoltà dell’Inter? “In Italia siamo abituati ad affibbiare le colpe agli allenatori, ma in casa nerazzurra c’è qualcosa che non gira intorno alla squadra. Il sistema italiano giustifica spesso l’operato dei dirigenti. Inzaghi ha sicuramente sbagliato alcune scelte sui cambi, ma la squadra nerazzurra è quella che è. Ha molti valori tecnici importanti, l’Inter rientrerà sicuramente in corsa non appena sarà trovata la soluzione in campo”. Il club nerazzurro non è riuscito però a sostituire adeguatamente Perisic… “Si tratta di un calciatore importante, è stato fondamentale per l’Inter. Il tecnico deve chiarirsi meglio le idee, è molto giovane e può crescere. L’impatto con i nerazzurri è stato notevole, credo però che debba ancora maturare. Ha bisogno di una società forte e coesa intorno per la propria crescita personale, c’è ancora tempo a disposizione per motivare la squadra e valorizzare i calciatori”. Pensieri sul momento complicato della Juve? Quale sarà il futuro di Allegri? “L’unico calciatore che non ha parlato male del club quando è andato via è stato Cristiano Ronaldo, il quale non ha criticato la società bianconera appena trasferitosi allo United. Zakaria o anche De Ligt sarebbero dovuti essere più corretti. Naturalmente è vero che la squadra non sta ancora ingranando, ma non c’è la programmazione adeguata per il futuro. La società non ha effettuato decisioni lucide nel corso degli ultimi anni, ha smarrito la limpidezza. Forse Max non era il tecnico di cui il club aveva bisogno…”. E sul Napoli di Spalletti? Che idea ti sei fatto? “Mi piace tanto la squadra azzurra, ho visto tutte le partite in questo avvio di stagione. Quest’anno Spalletti ha una squadra adeguata al suo sistema di gioco, il Napoli è diventato finalmente “spallettiano”. Inoltre ci sono tante individualità di altissimo livello, andrebbero fatti i complimenti a Giuntoli, alla società e anche a De Laurentiis. Pescare un talento limpido come Kvara o un grande centrale come Kim qualifica il Napoli come un club lucido. Lobotka ha la stessa importanza di Iniesta ai tempi del Barcellona. Ci saranno, tuttavia, due campionari in questa stagione, la ripresa sarà fondamentale come tante altre situazioni. A gennaio ci sarà una nuova realtà, sarà rilevante per gli azzurri gestire questa dinamica”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Nicolini, direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Sei ancora il ds dello Shakhtar? “Sono ancora il ds del club ucraino, mi sembrava la scelta più umanamente corretta. Era una situazione trooppo complicata per ababbandonare tutto”. Come si riesce a trovare la concentrazione necessaria per giocare? “È difficile, ma cerchiamo di convincere i ragazzi a continuare a giocare per il proprio popolo. Non avrebbe senso imbracciare un fucile. A loro, come tutte le persone del paese, serve gioia e speranza. Nonostante le immense difficoltà, i ricavi del club sono destinati agli ospedali locali per supportare un’intera nazione. Il calcio è un modo per mantenere l’identità ucraina”. Commento sulla decisione di De Zerbi di sbarcare in Premier? “Roberto si è comportato da uomo e da professionista, perché abbiamo lasciato l’Ucraina dopo aver mandato via tutti i brasiliani. Abbiamo trovato un accordo comune per consentire all’allenatore di prendere altre decisioni. È stato un dolore per noi, anche perché credevamo nelle sue idee calcistiche, in un paio di anni lo Shakhtar avrebbe potuto fare tanto in Europa. Alla fine samo contenti che De Zerbi si sia accasato al Brighton, l’Italia si è lasciato sfuggire un tecnico dal grande potenziale per la seconda volta consecutiva”. Non c’è stato un sondaggio da parte di nessun club italiana per Roberto? “Non c’è stata nessuna richiesta ufficiale. Ho proposto De Zerbi anche alla Juve, ma poi si è fatto avanti il Brighton con un progetto importante. I bianconeri hanno perso una grande opportunità, sarebbe stato il momento giusto per ingaggiarlo”. Tutta l’Europa sta parlando di Kvaratskhelia… “Mi aspettavo un impatto simile da parte del georgiano, ci sono anche altri giocatori talentuosi più pronti. Sono contento per la crescita del ragazzo e del calcio dell’Est”. Alcuni dei club italiani possono distinguersi in Europa? “Dipende dalla volontà dei tecnici e delle squadre. I club italiani dovrebbero prendere esempio dalla Roma, dopo il successo in Conference dello scorso anno. Potenzialmente possono far bene, soprattutto in Europa League. In altre nazioni le coppe sono degli obiettivi reali, in Italia, tuttavia, la situazione è differente. Questo è il motivo per il quale l’andamento delle squadre italiane è altalenante al di fuori dei confini nazionali”.

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Caira, ex direttore sportivo della Roma ed ex procuratore di Totti. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Non è un momento top per la Roma di Mourinho… “Non è un momento particolarmente felice, anche se si drammatizza sempre un po’ troppo. Il tecnico portoghese tenterà di raggruppare la sfortuna in una singola partita…Ma non credo che ci siano motivi per scendere dal carro di Mou e della Roma con questa nuova proprietà. Quest’ultima sta investendo tanto da quando è arrivata. Credo in questo progetto, questa è la strada giusta per maturare. Andrebbe fatto anche un plauso a Pinto per il suo fantastico operato”. Situazione della Juve, in seguito al plauso di Pjanic ad Allegri? “Credo che la Juve indubbiamente sia strutturata per viaggiare ad altissimi livelli, ma ha cambiato tanto nell’ultimo anno. È necessario del tempo per ricostruire il puzzle. In Italia siamo amanti della distruzione, dobbiamo annientare tutto dimenticando ciò che è stato effettuato. Per Allegri parlano i risultati e i trofei vinti. Si vivono sempre i momenti di crisi, ma lentamente si riesce a rialzarsi. Forse manca il feeling dei calciatori con il tecnico, ma la Juve avrà la forza di reagire”. Spalletti può riuscire a realizzare il sogno scudetto? “La mia sensazione è che c’è un particolare rilevante inerente al tecnico, perché quest’ultimo ha un calo di rendimento durante la primavera. Ma con questo campionato anomalo e l’interruzione casuata dai Mondiali, lo scenario potrebbe cambiare e consentire al Napoli di trionfare”. Quale calciatore di Serie A ha rubato l’occhio in questo avvio di stagione? E qual e la squadra più attrezzata per lo scudetto? “Dire Napoli sarebbe troppo semplice. L’Atalanta si sta confermando come outsider, anche se non so se riuscirà ad arrivare fino in fondo. Kvaratskhelia, inoltre, ha incantato tutti quanti in questo inizio di stagione. Non bisogna sempre ingaggiare calciatori pubblicizzati dalla stampa, questo è un problema decennale. Complimenti a Giuntoli per un colpo fantastico”. Pensieri su Hojlund dell’Atalanta e della campagna acquisti del club? “È sicuramente l’outsider di questa stagione. Bisognerà capire se riuscirà a tenere il ritmo del campionato, anche se forse avrà quella forza in più per sprintare nel momento necessario, poiché non dovra disputare le gare europee”.

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