Di Napoli, Ramazzotti, Ordine, Nigriello e Fabbroni a Radio Napoli Centrale

Bruno Di Napoli: “Grandi prospettive per Baridò, ma va aspettato. Cheddira voleva rimanere in Italia, siamo contenti del Sassuolo”

Bruno Di Napoli, agente di Walid Cheddira, ha parlato ai microfoni di Radio Napoli Centrale:

“Baridò l’ho visto giocare diverse volte, lo conosco. E’ un giocatore molto molto talentuoso. Continua sulla scia di quella di Dybala e Soulé. Ha grandi prospettive, qualità importanti. Il Napoli e Manna hanno fatto un gran colpo. Io l’ho visto giocare e va aspettato, è un 2008. Di Walid Cheddira siamo contenti, la sua volontà era quella di restare in Italia. Siamo felici del Sassuolo, è una società importante che fa calcio a certi livelli da tanti anni. E’ stata la scelta giusta. Farà il suo, è un professionista serio e avrà il suo spazio.

Su Cheddira, oltre a PAOK e Schalke 04, c’erano anche altre situazioni dall’estero. Una squadra in Belgio, diversi club in Turchia già da maggio. La sua volontà era quella di giocare in Serie A. Il campionato italiano ha sempre il suo appeal, ma economicamente la Premier League e forse la Liga hanno qualcosa in più. Ma in Italia sono arrivati giocatori importanti. Sono soddisfatto e molto contento, Sassuolo è un club piccolo ma grande, lo si vede dal centro sportivo che hanno realizzato anni fa. Hanno una dirigenza come Carnevali, Palmieri, che sono persone di calcio e la famiglia Squinzi sempre alle spalle. Il Sassuolo ha mantenuto i giocatori importanti. Siamo contenti, Walid lì può crescere. Cheddira è un giocatore ambizioso, vuole far bene per poi ritornare nel giro della Nazionale, magari partecipare di nuovo al Mondiale come fatto nel 2022.

Il centro sportivo è un qualcosa che può dare qualcosa in più al Napoli. Averlo aiuterebbe il settore giovanile a creare quel senso di appartenenza. Se il Napoli riuscisse a realizzarlo, potrebbe raggiungere i livelli della cantera del Barcellona. Il livello in Campania è impressionante. Uno di quelli più di prospettiva è per esempio Gianluca Vigliotti, è fortemente legato al Napoli e secondo me può fare il suo percorso e arrivare in prima squadra un po’ come Ambrosino. Questo è per portare un esempio di ragazzi che si fanno le ossa fuori e sono molto legati a Napoli”.

Andrea Ramazzotti: “Napoli la favorita per lo scudetto, ha la squadra più forte. C’è solo un dubbio per la formazione dell’Italia”

Andrea Ramazzotti, giornalista della Gazzetta dello Sport, ha parlato a Radio Napoli Centrale:

“Per la formazione mi sembra tutto abbastanza definito. Il modulo è tra il 4-2-3-1 e il 4-3-3, il ballottaggio è tra un regista più basso che è Locatelli e un trequartista che è Daniel Maldini. In difesa ci saranno Di Lorenzo e Dimarco sugli esterni, con Bastoni e Calafiori centrali. A centrocampo Barella e Tonali, con Politano e Zaccagni sugli esterni con Kean che è avanti su Retegui. Non bisogna mai perdere di vista il girone e come siamo partiti, ovvero malissimo. Se c’è una logica e una logica spesso non c’è, l’Estonia la dovremmo battere. 

Ci sono giocatori importanti, di esperienza, e l’Italia è nettamente favorita. Ma allo stesso tempo siamo costretti a rincorrere. Al momento non sono previste nuove convocazioni al posto di Scamacca. La Serie A? La grande sorpresa è la Cremonese a punteggio pieno, mentre il Napoli è dove dovrebbe essere, ha la squadra più forte d’Italia. La campagna acquisti è superiore rispetto alle altre. L’infortunio di Lukaku ha rovinato un po’ i piani, ma mi sembra che la risposta della dirigenza sia stata idonea con l’arrivo di Hojlund. Il Napoli penso sia favorito perché ha giocatori di caratura internazionale, gente che è abituata a vincere. Quest’anno parte davanti anche all’Inter.

Leoni e Pio Esposito? La difesa a quattro non favorisce Leoni, se l’Italia giocasse a tre avrebbe maggiori possibilità di giocare. Pio Esposito credo che una chance, soprattutto con la defezione di Scamacca, possa esserci a partita in corso. Anche se resta Retegui la prima alternativa a Kean”.

Ordine: “Lo scudetto se lo contenderanno Napoli e Inter, il Milan non è ancora all’altezza per la difesa”

Franco Ordine, giornalista, ha parlato ai microfoni di Radio Napoli Centrale:

“Daniel Maldini? Il suo cognome ha creato discussione alle prime convocazioni. Non ha mostrato grande smalto in queste prime partite. Ai tempi, quando Gattuso venne allontanato dal Milan di Paolo Maldini e Leonardo, non si lasciarono in maniera brillante. Se lo ha chiamato, è convinto delle qualità del ragazzo. Gli riconosco questa onestà intellettuale nel giudizio. Meriti e virtù di Gattuso? Il parlare chiaro, che deve precedere il discorso tattico. Bisogna puntare solo ed esclusivamente al risultato, l’unica strada da percorrere fino allo scontro diretto con la Norvegia.

Queste due giornate di campionato hanno dato qualcosa di indicativo. L’assenza di Lukaku nel Napoli non passerà inosservata fino a quando non ci saranno prestazioni di Lucca e Hojlund. Inter? Sperare che il 3-5-2 replichi le prestazione degli anni passati è un’illusione. Chivu deve dare la sua identità alla squadra, dalle prime partite mi sembra che non ci sia la volontà di recepirla. Il tema di fondo è la pigrizia dei giocatori nel recepire il cambiamento. Molto dipenderà, per Milan e Lazio, se Allegri e Sarri riusciranno a tirare fuori il massimo rendimento.

Il Milan è cambiato, ma non abbastanza da poter contendere lo scudetto a Napoli e Inter. Perché laddove era carente in difesa, ha finito per peggiorare la situazione. Io sono sicuro che questa stagione al Napoli succederà qualcosa di molto significativo”.

Nigriello: “Baridò ha doti tecniche impressionanti, il Napoli ha preso un giocatore fortissimo”

Luca Nigriello, procuratore sportivo, ha parlato ai microfoni di Radio Napoli Centrale:

“Ho visto spesso Baridò, è un giocatore che ha doti balistiche e tecniche impressionanti. E’ una questione più del suo motore, ha bisogno di uno sprint in più per fare ancora la differenza. Il Napoli ha preso un giocatore fortissimo, se diventerà un po’ più dinamico, sarà un giocatore importante.

Baroni del Talleres è un 2009, è una mezza punta e può fare il centrocampista box to box. Ha uno spessore importante, deve crescere un po’ fisicamente, ma ha qualità. Può arrivare ai livelli di Nico Paz. Oggi i ragazzi se non hanno mentalità, e in Argentina ce n’è da vendere, è difficile arrivare ad alti livelli. Per il futuro posso assicurare che Baroni lo sto proponendo in Italia e penso possa fare bene. Anche Policella del Velez è fortissimo, oggi le Nazionali sub 17 e 16 dell’Argentina hanno un livello molto alto.

Hojlund cosa può dare lo ha dimostrato all’Atalanta. Conosce la Serie A ed è anche giovane. Ha una forza fisica impressionante. Il Napoli ha fatto un grandissimo acquisto.

Castro del Bologna lo conosco da quand’era ragazzino, per me è fortissimo, non immaginavo potesse avere un impatto del genere. Anche Beka Dominguez, io penso possa effettuare un nuovo step”.

Fabbroni: “L’Italia andrà ai Mondiali con lo spareggio. Questa situazione è il simbolo del fallimento della Federazione”

Mario Fabbroni, giornalista, ha parlato ai microfoni di Radio Napoli Centrale:

“Io credo che l’Italia andrà al Mondiale con lo spareggio. Dubito che contro la Norvegia determini un cambiamento nel vertice del girone, a meno che non si suicideranno in un’altra partita. Battere l’Estonia si può, non è un ostacolo altissimo. Basta che l’Italia giochi a calcio in maniera semplice e attenta e porterà a casa la vittoria, così come contro Israele. Se Gattuso non vince queste due partite, penso possa considerare già finita la sua esperienza sulla panchina della Nazionale. Mi auguro di vedere una Nazionale che giochi in modo semplice e che ritrovi quello stimolo per arrivare ai Mondiali e passa soltanto attraverso i punti. Non ci sono calcoli da fare. Il risultato è determinante, per l’Italia è una situazione esasperata in negativo. L’Italia manca ai Mondiali da un bel po’, questa è la situazione simbolica del fallimento del calcio italiano, e quindi della Federazione.

Le polemiche per la sfida con Israele? Carlo Verdone ha fatto una bella intervista al Corriere della Sera pochi giorni fa, dove aveva firmato un appello per Gaza, ma che non era d’accordo con quello che i firmatari avevano fatto. Ovvero andare contro due attori, uno israeliano e l’altro filo-israeliano. Perché lui crede che l’arte e la cultura non abbiano colpe su ciò che succede in Israele. Credo la stessa cosa per i calciatori di Israele. Per esempio, che colpe ha Medvedev di ciò che succede in Russia? Si è deciso che atleti come questi gareggino senza bandiera. E’ una soluzione da Ponzio Pilato. Ci vorrebbe una posizione internazionale che decidesse come comportarsi in tutti i campi”.

 

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