IL SALISCENDI – Napoli in tilt: Di Lorenzo da incubo, McTominay cade in piedi

C’è chi scende e chi, con un colpo d’orgoglio, risale la china. È la dura legge del campo, quella che non perdona distrazioni né crisi di identità. E stavolta, a farne le spese sono stati tutti, ma la matita rossa è per Di Lorenzo: il capitano smarrito, l’ombra di se stesso. Si nasconde tra le linee come se volesse passare inosservato, ma le sue incertezze brillano più di qualsiasi riflettore. Pochi interventi, tanti errori di posizione, e quella sensazione di vulnerabilità che si propaga a tutta la retroguardia come un virus stagionale. Da leader a punto debole: la metamorfosi è inquietante. Serve una pausa, una boccata d’aria, o forse solo un clic mentale per ritrovare il vecchio Di Lorenzo — quello che dava sicurezza, non brividi.

E mentre il Napoli affonda in una serata da Halloween anticipato, con spettri di gioco e fantasmi di personalità, ecco spuntare lui: McTominay, il guerriero dalle ginocchia sbucciate. Non un fuoriclasse, certo, ma un uomo che ci crede. Lotta, ruggisce, e alla fine sigla una doppietta che sa di schiaffo morale per chi si è già arreso al destino. Non sarà elegante come un pianista, ma almeno suona la carica.

In un film dell’orrore, qualcuno deve pur salvare la scena. McTominay lo fa con l’istinto, Di Lorenzo resta impantanato nei suoi incubi. Due direzioni opposte sullo stesso palcoscenico. E la morale è semplice: c’è chi combatte e chi scompare.

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