OBIETTIVO NAPOLI – Azzurri secondi tra i rimpianti: Conte saluta, De Laurentiis risparmia, ma dimentica il futuro

Il paradosso del secondo posto: se il portafoglio ride mentre il calcio sbadiglia

di Vincenzo Letizia

Poco da dire, e forse perfino poco da ricordare, sulla recita d’addio del Maradona. Un 1-0 striminzito, utile giusto a timbrare il visto per il secondo posto. Un piazzamento d’onore, sia chiaro, di quelli che a Napoli non si buttano mai via, perché la storia ha la memoria lunga e non sempre è stata generosa. Eppure, l’impressione è quella di un brindisi con l’acqua frizzante: manca il sapore, manca l’ebbrezza.
Il sipario cala sulla stagione ricalcando il solito, logorante spartito clinico. Questa volta il dazio ai muscoli di seta lo pagano Alisson e Lobotka, ultimi clienti di un’infermeria mai così affollata. Viene da domandarsi, con un pizzico di malizia ma molta onestà, cosa sia stato cucinato quest’anno nelle stanze della preparazione atletica. Una domanda da girare a quel timoniere, Antonio Conte, che oggi ha ufficialmente abbandonato la nave.
Dall’altro capo del telefono, o meglio del bilancio, Aurelio De Laurentiis non sembra esattamente l’immagine del vedovo inconsolabile. Niente capelli strappati, nessun dramma da sceneggiata napoletana. Anzi, sotto i baffi si indovina il sollievo di chi, risparmiando sul faraonico ingaggio del tecnico leccese, ritrova il sorriso del contabile.
Il campo, d’altronde, ha offerto anche oggi lo specchio fedele di un’annata grigia nel gioco: ritmi da moviola, verticalizzazioni col contagocce e un’orgia di retropassaggi che ha spesso trasformato il ‘Maradona’ in un formidabile sonnifero. Ci si è annoiati, e tanto, a guardare questo Napoli.
Ora si apre il vuoto. Perché Conte, piaccia o meno il suo calcio muscolare e claustrofobico, resta un totem, un accentratore di pressioni che lascia una voragine emotiva. Se ripeterne i successi sarà impresa titanica, la piazza chiede almeno un bando di concorso per la bellezza: si scelga un allenatore che rimetta il pallone al centro del villaggio estetico, restituendo la gioia agli occhi.
Resta, infine, una nota a margine che sa di peccato originale. Che De Laurentiis conoscesse da tre mesi il destino del suo allenatore è il segreto di Pulcinella. Che oggi, a giochi fatti, non abbia ancora in mano il nome del successore, è una colpa che confina con la negligenza. La mancanza di programmazione, nel calcio dei fatturati e delle idee, è il peggior virus per un club che pretende di abitare l’alta aristocrazia. Il secondo posto è in cassaforte, il futuro, invece, è ancora a bagnomaria.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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