Nel vasto e imprevedibile panorama del calcio mondiale, esistono eventi che sfidano la normale logica statistica e scientifica, trasformandosi in leggende nere. Uno dei casi più sconvolgenti e bizzarri della storia dello sport è avvenuto il 27 ottobre 1998 nella Repubblica Democratica del Congo (allora Repubblica Democratica del Congo / Zaire), durante un incontro del campionato locale tra il Bena Tshadi e il Basangana.
La partita si disputava in un clima di forte tensione agonistica sul punteggio di 1-1 quando, improvvisamente, un violento temporale tropicale si abbatté sul terreno di gioco. Nel bel mezzo dell’azione, un unico e potentissimo fulmine si scaricò con una precisione millimetrica esattamente al centro del campo. L’impatto ebbe conseguenze a dir poco raccapriccianti: tutti gli undici giocatori della squadra di casa, il Bena Tshadi, cadnero a terra fulminati sul colpo, perdendo la vita.
Ciò che rese la tragedia un vero e proprio caso da brividi — capace di alimentare per anni dicerie sul soprannaturale, maledizioni e stregoneria locale — fu un dettaglio inspiegabile riportato dai media internazionali dell’epoca: i giocatori della squadra avversaria, il Basangana, che occupavano la medesima porzione di campo a pochi metri di distanza, rimasero completamente illesi, così come la terna arbitrale e gli spettatori sugli spalti.
Mentre le autorità mediche locali attribuirono l’anomalia alle differenti calzature e ai tacchetti metallici indossati esclusivamente dai padroni di casa (fattore che avrebbe trasformato i giocatori in conduttori perfetti), la popolazione e i media africani parlarono a lungo di un fenomeno di magia nera o di una punizione arcana. Un evento drammatico e surreale che rimane uno dei capitoli più inquietanti mai registrati su un campo da calcio.