Editoriale del Lunedì. La stagione del Napoli, si è conclusa ieri, con il successo sull’Udinese per 1 a 0, risultato che consente di mantenere la seconda posizione in classifica. Ma l’annata ha continuato anche nell’ultimo turno, a mietere infortuni muscolari; ne hanno fatto le spese, ancora una volta, Alisson Santos e Lobotka, costretti ad uscire anzitempo dal campo e meno male che il campionato è finito, altrimenti sarebbero mancati per almeno un mese. Assurdo, a memoria, io non ricordo, attraverso i 50 anni di calcio alle spalle, tutti questi infortuni in una sola stagione. Un motivo ci sarà sicuramente , però non riesco a comprendere quale sia e chi ne ha le colpe. Se dovessi dare un voto a questa annata del Napoli, nella quale, nonostante tutto ha vinto la Supercoppa italiana e si è classificato secondo, darei un 7–, perchè i risultati, d’altronde, non sono poi da buttare. Conte non ha rinnegato la sua fama di allenatore da primo, o al massimo, secondo posto. Ieri, il salentino, ha ufficializzato alla stampa, il suo addio alla panchina partenopea, precisando che lo aveva già annunciato, a prescindere dai piani societari, al presidente un mese fa. Benchè De Laurentiis abbia invitato il buon Antonio a tornare sui suoi passi, l’allenatore, oramai ex azzurro, ha affermato che la sua scelta è irrevocabile. Andando, invece, sul match giocato al Maradona, è giusto affermare che la partita. contro i friulani è stata caratterizzata da un possesso palla del Napoli, assestatosi quasi al 70%. Tuttavia, gli azzurri, nuovamente, hanno sciupato delle ghiotte occasioni da gol, evidenziando la lacuna di non saper incidere., come dovuto, sotto porta. Gli avversari hanno faticato a gestire il gioco, avendo soltanto il 3o% del possesso palla. Del resto, delle vere occasioni da rete clamorose, i friulani non le hanno mai create. Il Napoli, viceversa, è stato in grado di avere sotto controllo l’incontro, gestendo al meglio il golletto realizzato dal danese. Il pacchetto arretrato degli azzurri si è dimostrato solido e non molto falloso, concedendo agli ospiti, solo 3 calci di punizione, mentre la squadra di Kosta Runjaić non ha saputo tenere la giusta disciplina, commettendo 13 falli e ricevendo 3 cartellini gialli, oltre all‘espulsione di Christian Kabasele, per condotta violenta. In realtà, i tre punti incamerati dai partenopei, sono frutto di un evidente superiore controllo del pallone e della tattica adottata dal mister leccese. Ed è così che Antonio Conte è salito in cattedra per l’ultima volta, nei panni da allenatore del Napoli: la copertina, oggi, non può essere che per lui; nella serata di Fuorigrotta, ha salutato i tifosi presenti al Maradona, con tanto di foto, con la curva alle spalle. Il suo addio si è rivelato molto emozionante, il mister, infatti, estremamente commosso, ha fatto il giro di campo fra le standing ovations del pubblico che gli ha tributato un doveroso omaggio. Prima della partita, l’ex tecnico di Inter e Juve era entrato in campo visibilmente toccato dall’emozione ma molto sereno, cosciente del fatto di aver dato tutto per il Napoli. Antonio Conte, intervistato a Dazn nel prepartita, ha dichiarato: “Stare qui serve a capire veramente cosa sia Napoli e che cosa rappresenta Napoli per l’ambiente, un ambiente forte, passionale, dove tutto viene esaltato al massimo e a volte diventa anche più difficile che in altre piazze. Devi gestire l’ambiente e, a volte, non è facile, vincere qui però dà grandissime soddisfazioni.” Sicuramente, vincere, a Napoli vale dieci scudetti con le big del nord. Grazie Mister! Chi arriverà al suo posto? Vi piacerebbe Vincenzo Italiano?