L’EDITORIALE – Il paradosso di Fuorigrotta: se De Laurentiis sceglie il “corto muso” contro il volere della piazza

di Vincenzo Letizia

A Napoli il calcio è una questione di sentimento, ma per Aurelio De Laurentiis rischia di diventare, ancora una volta, una prova di forza contro la sua stessa gente. L’addio di Antonio Conte ha aperto una ferita profonda, ma quello che sta succedendo nelle ultime ore attorno alla panchina azzurra ha dell’incredibile. I sondaggi parlano chiaro, la voce delle curve e dei salotti è unanime: la piazza non vuole Massimiliano Allegri. L’ostilità verso l’ex tecnico del Milan è palpabile, tanto che i tifosi si farebbero andare bene persino Vincenzo Italiano, profilo che pur non accendendo i cuori come altri top europei, garantirebbe almeno un’idea di calcio propositiva e il ritorno al tanto amato 4-3-3. Eppure, il presidente sembra intenzionato a fare l’esatto contrario di ciò che chiede la città, stringendo i tempi per portare all’ombra del Vesuvio proprio il re del “corto muso”.
La domanda sorge spontanea e brucia sulla pelle di ogni sostenitore: se per due anni l’accusa principale mossa a mister Conte, nonostante i successi, era quella di far giocare male la squadra, come si può pensare di ripartire dall’allenatore che ha fatto del pragmatismo esasperato e del “vincere di misura” il proprio credo assoluto? Veniamo da stagioni in cui la bellezza del gioco era considerata un valore non negoziabile, un dogma da difendere a ogni costo per mantenere il Napoli nell’élite del calcio. Scegliere Allegri oggi significherebbe abiurare completamente quella filosofia, consegnando le chiavi dello spogliatoio a un tecnico reduce da un’esperienza tutt’altro che esaltante in rossonero e storicamente distante anni luce dal DNA estetico della tifoseria partenopea.
Ancora una volta, assistiamo al paradosso di una gestione societaria che si muove in aperta controtendenza rispetto al termometro della piazza. De Laurentiis ha dimostrato negli anni di saper vincere, e molto, ma ha anche evidenziato una cronica incapacità di ascoltare l’umore della sua gente nei momenti cruciali. Portare Allegri a Napoli in questo clima di scetticismo diffuso non sarebbe solo una scommessa tattica rischiosissima, ma una vera e propria sfida diplomatica a una città che chiede solo di tornare a divertirsi guardando la palla rotolare. Se le firme dovessero arrivare, il campo sarà l’unico giudice, ma l’impatto con l’ambiente si preannuncia già come un autentico muro contro muro.

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Vincenzo Letizia
Vincenzo Letizia, giornalista sportivo napoletano classe 1972, ha collaborato con numerose testate nazionali e locali, tra cui Il Golfo, Il Tempo, La Verità, Cronache di Napoli e Il Corriere di Caserta. Ha raccontato il calcio in radio e in TV, partecipando a trasmissioni come Campania Sport, Pane e Pallone, Area Azzurri e ideando format come PianetAzzurro TV. Dirige il portale sportivo pianetazzurro.it e coordina progetti editoriali dedicati all’informazione e al territorio. Accanto al lavoro giornalistico coltiva la scrittura creativa: ama il mare, la montagna, la natura e il punto esatto in cui sogno e nostalgia si trasformano in poesia.
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