CALCIOMERCATO – ADL-Lotito, lo stallo alla messicana per Gila: quando il mercato azzurro diventa una “tarantella” d’autore

Se il calciomercato del Napoli filasse liscio, senza colpi di scena, veti incrociati e le classiche “tarantelle” estive, probabilmente non sarebbe il mercato di Aurelio De Laurentiis. La storia recente della Filmauro applicata al pallone insegna che ogni firma va sudata, ogni clausola sviscerata e ogni milione difeso fino all’ultimo centesimo. La trattativa per Mario Gila, che soltanto pochi giorni fa sembrava ormai in dirittura d’arrivo, è l’esatta fotografia di questa filosofia: un matrimonio che s’ha da fare, ma non prima di aver superato i canonici tormenti diplomatici.
A rendere il copione ancora più avvincente c’è la caratura dei due registi al tavolo delle trattative. Da una parte ADL, fermo sulla sua offerta; dall’altra Claudio Lotito, storicamente uno dei clienti più difficili ed ossei dell’intero panorama calcistico italiano. Due presidenti istrionici, abituati a non cedere di un millimetro, il cui scontro frontale rischia ora di generare un clamoroso stallo alla messicana.
Sul piatto c’è un gap di 5 milioni di euro: la Lazio ne chiede 25, forte del contratto dello spagnolo fino al 2027 e indispettita dal gradimento totale già espresso dal difensore verso la piazza partenopea; il Napoli non intende muoversi da quota 20. Una distanza non incolmabile, ma sufficiente a congelare l’operazione e a permettere pericolosi inserimenti inseriti nel cono d’ombra del club azzurro.
In questo scenario di attesa si incastra il forte interesse dell’Atalanta. I bergamaschi, sornioni, guardano alla finestra e dispongono della liquidità necessaria per accontentare subito le pretese biancocelesti. A spingere per il centrale c’è una vecchia conoscenza del San Paolo/Maradona, quel Maurizio Sarri che Gila lo ha già allenato e rigenerato nella Capitale e che lo accoglierebbe a braccia aperte a Bergamo.
La palla passa ora al rientro dagli Stati Uniti di Aurelio De Laurentiis. Sarà il patron azzurro a dover decidere se sbloccare l’impasse con il rilancio decisivo o se continuare la guerra di logoramento con il club capitolino. La certezza è una sola: la sofferenza, per i tifosi del Napoli, fa parte del prezzo del biglietto.

Il fattore tempo contro l’orgoglio dei patron

Il vero rischio di questa trattativa non è tanto la valutazione economica del cartellino, quanto il tempismo. In un calcio moderno dove i ritiri pre-campionato sono fondamentali per registrare i meccanismi difensivi, trascinare una trattativa per settimane sull’asse Roma-Napoli per una questione di puro principio tra i due presidenti può rivelarsi un boomerang. Gila ha scelto Napoli, ed è un ottimo punto di partenza, ma l’ombra dell’Atalanta e la rigidità di Lotito impongono una sterzata rapida. Se ADL vuole davvero regalare il centrale spagnolo alla sua difesa, dovrà inevitabilmente limare le distanze al suo rientro, prima che il dispetto di mercato si trasformi in una beffa acrobatica firmata dagli orobici.

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