Alla vigilia del big match dell’undicesima giornata di Serie A, che vedrà la Lazio impegnata allo stadio Diego Armando Maradona contro il Napoli, Gennaro Gattuso si è concesso ai microfoni della stampa. Un ritorno dal sapore speciale per l’allenatore biancoceleste, attesissimo ex della sfida, che ha analizzato i temi tattici, la condizione della squadra e l’importanza di un confronto che promette di essere un vero e proprio spartiacque per la classifica.
«Non sentiamo pressioni – ha esordito il tecnico –. Servono rispetto e umiltà, pensando a una partita alla volta. Ci mancano 12 punti per raggiungere quota 40 e il primo obiettivo della stagione».
Affrontare gli azzurri nel loro stadio richiederà il massimo dispendio di energie, con Gattuso che non si fida delle difficoltà momentanee della squadra avversaria:
«Mi aspetto spensieratezza e rispetto. Il Napoli resta forte e competitivo nonostante le assenze. Dobbiamo soffrire, rispondere colpo su colpo e mantenere la nostra identità. Allegri è stato mio capitano e allenatore: non ho mai vinto contro di lui. Non mi fido, è sgamato e nei momenti difficili trova sempre lucidità. Sarà una finale anche per noi: giocare al Maradona dà sempre gusto».
Inevitabile un passaggio sulle emozioni del ritorno a Fuorigrotta:
«Napoli mi è rimasta nel cuore. Ho vinto un trofeo e per me è stato un onore allenare quel club. Il rammarico è non aver potuto avere i tifosi allo stadio per il Covid. Con il mio staff abbiamo lasciato un ottimo ricordo».
Capitolo infermeria e gestione della rosa, con particolare attenzione agli elementi acciaccati:
«Tavares oggi ha svolto tutto l’allenamento, domani valuteremo. Zaccagni è una perdita importante, ma speriamo che i tempi siano più brevi delle sei settimane. Ha una contusione al quadricipite con edema, non necessariamente uno strappo. Sta lavorando mattina e pomeriggio, anche in piscina. La prossima settimana farà una nuova risonanza».
In merito all’assenza del capitano e al possibile impiego dal primo minuto di Pinamonti, l’allenatore ha aggiunto:
«Lo stiamo già dimostrando, anche grazie a chi è entrato e ha cambiato la partita. Dobbiamo essere prontii a giocare senza il nostro capitano. Pinamonti sta meglio: pulisce i palloni, fa salire la squadra, attacca la profondità e viene a legare il gioco. È un giocatore molto importante per noi».
Infine, un’analisi sulle insidie tattiche preparate per la sfida:
«La difficoltà è capire se giocheranno a tre o a quattro e se verranno a prenderci alti. Abbiamo provato diversi accorgimenti, ma dovremo essere bravi a cambiare subito e leggere le situazioni. Non dovranno mancare atteggiamento, veemenza e voglia di affrontare una partita difficile».