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Primavera – Luiso (all. Vicenza): “Il Napoli troverà una squadra tosta, vogliamo dimostrare di poter disputare la Viareggio Cup”

Sei punti in cinque partite, con 12 reti incassate. E’ questo il bilancio del percorso della Primavera del Napoli fino a questo momento in campionato. La squadra di mister Saurini, reduce dal pareggio di mercoledì scorso conseguito in Youth League contro il Besiktas, affronterà domani il Vicenza in trasferta per cercare di ritrovare la vittoria che manca oramai dal 17 settembre scorso contro la Lazio. In occasione del match di domani la redazione di IamNaples.it ha intervistato in esclusiva il mister ed ex gloria della compagine biancazzurra, il napoletano Pasquale Luiso:

La Primavera del Napoli proviene da un punto in sei gare tra campionato e coppe: come si spiega come calo di forma degli azzurrini? In tal senso quanto può incidere il fattore mentale nella gara di sabato?

“Non conosco i problemi del Napoli, non guardo in casa degli altri. So che gli azzurrini non hanno fatto molto bene negli ultimi anni. E’ una squadra importante con giocatori all’altezza della situazione. Sicuramente è un momento non felice, ma mi auguro che il Napoli possa riprendere a vincere, ma non da sabato ovviamente. Affrontiamo una squadra che si chiama pur sempre Napoli, ma noi abbiamo tante armi per metterli in difficoltà”

Quale qualità teme di più della compagine di Saurini? Ha qualche dubbio di formazione per la sfida di sabato?

“Liguori su tutti è un ottimo giocatore, ma fondamentalmente è una squadra piena di elementi di qualità. In genere faccio ruotare molto i miei ragazzi, di certo non dispongo della qualità della squadra azzurra, ma ultimamente ci stiamo togliendo grosse soddisfazioni avendo battuto sia il Latina che il Perugia. Abbiamo sbagliato la gara in casa contro il Cesena, ma può capitare. Il Napoli per ottenere i punti sabato in casa dovrà interpretare una gara al 100% perché troverà una squadra aggressiva e tosta come noi. In base all’avversario stiamo cambiando spesso modulo di gioco, ma è probabile che possa optare per un 4-3-3”

Fino a questo momento la classifica vi vede un punto sopra gli azzurrini alla luce di 2 vittorie, 2 sconfitte ed un pareggio: quali sono le vostre aspirazioni di stagione?

Io sono arrivato quest’anno, essendo la mia prima esperienza in questa categoria penso che essa sia un po’ particolare ed affascinante al tempo stesso. Il Vicenza negli ultimi anni ha fatto molta fatica, addirittura si parlava che da queste parti due vittorie consecutive non si collezionavano da tempo. Speriamo di proseguire in questa striscia, soprattutto per far capire alla società che a febbraio potremmo eventualmente esser in grado di disputare il Torneo di Viareggio. Ho diversi 2000, 99’, 98’ e solo un 96’. Sarebbe un’esperienza davvero unica, dove i ragazzi potrebbero crescere molto. Valorizzerebbe di certo le caratteristiche di tutti i miei ragazzi”

Nella sua squadra ci sono diversi stranieri interessanti, fra questi il ghanese Matar Dieye classe 1998, autore di quattro reti nelle prime cinque gare di campionato. Quali sono le prospettive di quest’ultimo e anche di altri suoi giocatori?

Dieye sta giocando molto bene, trovando una buona continuità nell’ultimo periodo, ha debuttato già in Serie B. Lo sto facendo giocare come esterno di fascia, e, quando è in vena, sa esser devastante. E’ un patrimonio che dovrà esser valorizzato. Insieme a lui c’è anche Anzolin, un terzino classe ‘2000 che può esser molto duttile e che sta crescendo in maniera esponenziale. Poi c’è Zortea, classe 99’, proveniente dall’Atalanta che pure sta facendo molto bene. Altro classe 99’ è anche Carniato, centrocampista centrale proveniente dagli Allievi. Qualche ragazzo già si allena in prima squadra, ma purtroppo, vista l’attuale situazione di classifica non molto felice, non c’è la tranquillità giusta per prendere in considerazione i giovani”

La sua carriera nel mondo del calcio inizia in Serie C2 con la maglia dell’Afragolese, poi da Sora in poi ha iniziato la sua definitiva escalation che gli ha portato a conseguire il soprannome “Toro di Sora” che l’ha accompagnato per tutta la carriera: c’è un giocatore del calcio moderno che le somiglia?

“Ne vedo veramente pochi di saltatori di testa bravi come me. Non ero fortissimo tecnicamente, ma correvo davvero tanto. Oggi sono tutte mezze punte, forse mi rivedo un po’ in Higuain o in Petagna in termini di forza fisica e agonismo messe in campo. Faccio un po’ fatica poiché penso che il calcio sia cambiato. Molto spesso i miei ragazzi non conoscono nemmeno fior fior di difensori che mi hanno marcato durante l’arco della mia carriera come Cannavaro, Nesta, Thuram…”

E’ stato dipinto come un giocatore di carattere, motivo forse per cui non è riuscito ad approdare mai in top team nella sua carriera: ha qualche rimpianto per la sua carriera?

“Il mio carattere è sempre stato questo, anche da allenatore rimane sempre tale. Avevo grande personalità da calciatore, magari soffrivo spesso la panchina, ma quando venivo schierato in campo davo sempre il tutto per tutto, sudando la maglia. Il mio rimpianto più grande è quello di non esser approdato al Napoli, semplicemente perché non facevo parte della scuderia Moggi, diversamente da altri giocatori come Caccia, Amoruso, Stellone, Aglietti. Tutti questi hanno avuto questo privilegio, purtroppo io non l’ho avuto. Tornassi indietro avrei fatto questo cambiamento pur di giocare al San Paolo. Magari i tifosi azzurri hanno sempre pensato che io non volessi venire al Napoli, ma non è stato così”

E’ vera la storia della Mercedes regalata dall’ex presidente dell’Avellino Antonio Sibilla durante i suoi anni di militanza con il club irpino grazie ai più dei 15 gol realizzati?  Lei se non erro rifiutò il regalo per via della retrocessione degli irpini in Serie C, una vicenda che forse nel calcio moderno difficilmente potrebbe accadere….

“Si, mi era stata promessa ma sinceramente mi sembrava una cosa sproporzionata. La rifiutai sinceramente perché non mi sembrava il caso dopo la retrocessione. In quella stagione feci il massimo che mi fece crescere molto dal punto di vista caratteriale. Oggi purtroppo è un altro calcio, anche se parliamo di un calcio di 15 anni fa, non tantissimo tempo quindi. Prima c’erano altri valori, un attaccamento diverso. Prima per guadagnare di più dovevi fare 20 gol all’anno, adesso ne bastano 3 per guadagnare un milione di euro…”

Anche se lei ebbe il coraggio di zittire il 16 aprile 1998 lo “Stamford Bridge” dopo quel gol al Chelsea di Vialli e Di Matteo quando vestiva la maglia del Vicenza in semifinale di Coppa delle Coppe…

“Si, è stata una delusione molto cocente, soprattutto dopo la gara dell’andata. Vialli e Zola mi consolarono a fine partita, ma l’eliminazione è stata molto dura da digerire. Una piccola soddisfazione che mi è rimasta è stata quella di vincere il titolo di capocannoniere nell’ultima edizione della Coppa delle Coppe.  Sono arrivato in questa piazza proprio perché la gente di Vicenza non mi ha mai dimenticato. Nutro molto rispetto e affetto per queste persone. E’ stato un mio obiettivo ritornare qui, l’ho voluto fortemente”

Durante la sua carriera ha militato in diverse squadre, conservando gioie e delusioni: qual è la stagione che rimarrà indelebile per emozioni vissute?

“Sicuramente la stagione con la maglia del Vicenza è stata stupenda, ho realizzato 20 gol tra campionato, Coppa delle Coppe e Coppa Italia. Ma anche le annate con Avellino e Sora hanno avuto un valore immenso per me”

fonte-iamnaples

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Tilde Schiavone

Sono una persona che riesce a star bene con se stessa solo se intorno a lei c' è armonia, questo è il motivo per cui cerco di risolvere i conflitti esistenti tra le persone che mi circondano;non amo i gioielli, specialmente quelli costosi, preferisco gli accessori di poco valore; non amo ricevere in regalo i fiori recisi: preferisco ammirarli nei giardini dove compiono il loro naturale ciclo vitale e non nei vasi dove hanno vita breve..Amo il blues,il canto del dolore, e il mio sogno è raggiungere un giorno quei luoghi che lo hanno visto nascere; Amo gli indiani d' america, la loro spiritualità e la loro cultura. non vivrei senza i dolci e la pizza. Sono campanilista, napolista, meridionalista ...maradonista. Adoro gli animali, ritengo che non siano loro le bestie e sono vegetariana. Non mi piace parlare, quel che sento preferisco scriverlo, so esprimermi meglio con una penna in mano anziché dinanzi a un microfono, amo inoltre il folclore della mia terra e cerco, attraverso l' Associazione Culturale Fonte Nova d cui sono Presidente, di preservarlo e diffonderlo ... e duclis in fundo AMO LA MIA NAPOLI, senza se e senza ma, ringrazio Dio perchè ha fatto sì che nelle mie vene scorresse il sangue del Sud!